Siria, almeno 11 morti in scontri, oggi le elezioni municipali

Beirut (Libano), 12 dic. (LaPresse/AP) - Nuove violenze in Siria, con un numero di vittime negli scontri che a seconda dei bilanci va da 11 a 18 morti, nel giorno prima delle elezioni municipali nel Paese, che si terranno oggi. Ieri mattina sono scoppiati duri scontri tra l'esercito del regime del presidente Bashar Assad e isoldati disertori, nella città nordoccidentale di Kfar Takharim, e poi duri scontri anche nella provincia di Daraa. Secondo quanto riportano gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, in città prima dell'alba due mezzi blindati dell'esercito sono stati dati alle fiamme e altri in seguito in altre zone del Paese. Gli scontri di ieri sono scoppiati dopo che l'opposizione ha convocato uno sciopero generale per chiedere la fine delle violenze. In molte città i negozi sono rimasti chiusi, ma le forze di polizia sono intervenute per costringere i proprietari ad aprire. Nessuna chiusura, invece, a Damasco.

Secondo diversi bilanci dei gruppi di attivisti, le vittime sono tra 11 e 18. L'Osservatorio per i diritti umani ha fatto sapere che due persone sono rimaste uccise negli scontri tra lealisti e disertori a Kfar Takharim; due che erano disperse sono state torturate a morte nella provincia di Homs; una persona è deceduta per colpi di arma da fuoco sparati a un posto di blocco nella provincia di Daraa; due persone sono state uccise e il corpo di una dispersa da giorni è stato ritrovato nella provincia di Homs; altri due sono stati uccisi nel sobborgo Douma di Damasco; infine, un'altra vittima è stata registrata ad Hama. I Comitati di coordinamento locali hanno riferito invece di 18 morti nella giornata.

Intanto, decine di siriani hanno attaccato il consolato di Damasco in Giordania, ferendo almeno due diplomatici e quattro altre persone. Le guardie dell'ambasciata, si legge in una nota, hanno arrestato uno degli assalitori, identificato come il rifugiato siriano Ahmed al-Shureiqi. La polizia giordana ha poi arrestato altre otto persone, tutti siriani che sembra siano coinvolti nell'attacco di questa mattina, legato alla sommossa contro il presidente Assad. Secondo la nota, il gruppo è entrato nella sede diplomatica, quindi ha assalito una guardia di sicurezza, il console, un altro diplomatico e diverse altre persone.

E domani nel Paese si terranno le elezioni municipali. In 14 province si terrà un test sulla possibilità di reali riforme nel Paese, dopo mesi di rivolte contro il regime. L'agenzia statale Sana ha riferito che 42.889 candidati si sfideranno per i 17.588 seggi nelle amministrazioni locali. La testata ha anche annunciato che per la prima volta gli elettori useranno inchiostro indelebile "per prevenire qualsiasi frode", citando il ministro per le Amministrazioni locali, Omar Ghalawanji. Non è prevedibile quante persone si recheranno alle urne, soprattutto nelle province teatro di maggiori tensioni, come Idlib, Homs e Hama. Il voto sarà un test anche in vista delle elezioni parlamentari previste per febbraio, che le autorità hanno promesso saranno libere. Per la prima volta in decenni, è stata composta una Commissione suprema elettorale composta da cinque giudici per controllare le elezioni, in passato dominate dal partito Baath del presidente Assad. Mohammad Habash, membro del Parlamento uscente, ha detto che la lista Fronte nazionale progressista, che include il Baath e altri 11 partiti, è stata sostituita dalla nuova Lista per l'unità nazionale. Ha dichiarato che questa combina nuovi candidati che non appartengono ai partiti del Fronte.


© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata