Siria, al via pressing su Congresso Usa: da oggi nuovi briefing

Washington (Usa), 2 set. (LaPresse/AP) - Da oggi a mercoledì sono previsti negli Stati Uniti diversi meeting riservati nei quali alti funzionari dell'amministrazione Obama illustreranno a numerosi parlamentari la questione Siria. Dopo che sabato Barack Obama ha annunciato che chiederà l'autorizzazione del Congresso per un intervento militare, infatti, in vista del voto che si terrà dopo il 9 settembre l'amministrazione prepara il terreno sperando di ottenere un via libera. Ieri il segretario di Stato John Kerry, in interviste rilasciate a diverse emittenti, ha affermato che gli Usa sono in possesso di prove dell'utilizzo di gas sarin in Siria e ha paragonato Bashar Assad a Hitler e Saddam Hussein. Con sei navi della marina Usa nel Mediterraneo pronte a lanciare missili sulla Siria in caso di un ordine da parte di Obama, ieri in Congresso alti funzionari dell'amministrazione hanno avuto un briefing privato di due ore con una decina di deputati, mentre il vicepresidente Joe Biden e il capo di Gabinetto della Casa Bianca Denis McDonough hanno fatto chiamate ai singoli deputati.

Per domani è previsto un incontro della commissioni relazioni Estere del Senato, come riferisce il suo presidente, il democratico Bob Menendez. Mercoledì si riunirà invece la Commissione servizio armato del Senato. Intanto per oggi è previsto un incontro fra Obama e John McCain alla Casa Bianca. McCain ha fatto sapere di essere stato invitato per discutere in modo specifico di Siria. Sia McCain che il senatore repubblicano Lindsey Graham hanno minacciato di votare contro l'autorizzazione all'intervento militare se il piano dell'esercito non sarà complessivo e mirato a segnare una svolta dopo oltre due anni di guerra civile in Siria. In un'intervista rilasciata a una rete israeliana, l'ex candidato alla presidenza Usa che fu battuto da Obama ha affermato che l'inquilino della Casa Bianca ha "incoraggiato i nostri nemici" affidando la sua decisione al Congresso.

Su quale potrà essere l'esito del voto in Congresso ci sono pareri discordanti. Tra i democratici, il deputato Sander Levin è convinto che verrà dato il via libera all'intervento militare. Un altro democratico, presidente della commissione Sicurezza interna della Camera Bennie G. Thompson , sostiene invece che l'amministrazione deve ancora "lavorare per chiarire cosa sia successo". Tra i repubblicani, la deputata Cathy McMorris Rodgers si dice preoccupata che sia stato chiesta l'approvazione del Congresso, mentre il senatore Jeff Sessions non pensa che il Congresso approverà la soluzione militare.

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