Scuse per farmaco Talidomide dopo 50 anni, provocò malformazioni bimbi

Berlino (Germania), 1 set. (LaPresse/AP) - La società farmaceutica tedesca Gruenenthal si è scusata dopo 50 anni di silenzio con le vittime del talidomide, potente sedativo per donne incinte che ha provocato malformazioni in migliaia di bambini, nati senza arti o con braccia e gambe più corte del normale. "Chiediamo perdono per i 50 anni nei quali non abbiamo trovato il modo di aprire un dialogo con voi da essere umano a essere umano", ha detto l'amministratore delegato del gruppo, Harald Stock, che è intervenuto all'inaugurazione di una statua di bronzo che rappresenta un bambino senza arti nella città di Stolberg, dove la ditta ha sede. "Vi chiediamo di considerare il nostro lungo silenzio come un segno dello shock che la vostra sorte ci ha provocato", ha proseguito Stock.

MIGLIAIA DI BAMBINI CON MALFORMAZIONI. Il farmaco, venduto in Germania sotto il nome di Contergan, aveva portato a un'ondata di nascite di bambini malformati in Europa, Australia, Canada e Giappone. Era stato ritirato dal mercato nel 1961 e fu ritenuto responsabile anche di difetti a occhi, orecchie, cuore, genitali e organi interni dei bambini. L'uso del talidomide da parte delle donne per alleviare malesseri e nausea durante la gravidanza non è mai stato approvato negli Stati Uniti. Il farmaco viene usato ancora oggi, ma solo come cura per il mieloma multiplo e per la lebbra. Attualmente sono in corso studi per capire se possa essere utile per curare Aids, artrite e alcuni tipi di cancro.

VITTIME CHIEDONO RISARCIMENTI. Resta l'insoddisfazione delle vittime, che invitano la compagnia a dare anche risarcimenti in denaro. Freddie Astbury, 52 anni, di Liverpool, è nato senza braccia e gambe perché la madre aveva assunto il farmaco in gravidanza. "È una vergogna che ci siano voluti 50 anni per avere delle scuse, sono sbalordito, per anni Gruenenthal ha sostenuto di non aver fatto niente di sbagliato e si è rifiutata di parlare con noi", ha detto, lamentandosi del fatto che la ditta non dovrebbe scusarsi solo con le persone colpite, ma anche con le famiglie offrendo dei risarcimenti. "È il momento di tirare fuori il denaro al posto delle parole: guidare mi costa 50mila sterline perché ho bisogno di una macchina con tutti gli adeguamenti", ha spiegato, aggiungendo che "molti di noi dipendono da cure specialistiche che costringono a spendere milioni". Astbury, insieme ad altre persone nate con malformazioni nel Regno Unito, ha ricevuto alcuni soldi da parte di un fondo istituito dal distributore di talidomide nel Paese, ma Gruenenthal non ha mai voluto entrare nell'accordo. "Li invitiamo a sedersi con noi intorno a un tavolo per capire fino a che punto arrivano a spingersi con le scuse, non penso che abbiano mai realmente realizzato che impatto hanno avuto sulle persone", ha proseguito Astbury.

LA POSIZIONE DELL'AZIENDA. Nel 1972 Gruenenthal ha acconsentito a pagare risarcimenti in Germania, ma l'azienda si è sempre rifiutata di ammettere le responsabilità, sostenendo di aver fatto tutti gli accertamenti clinici richiesti allora. L'amministratore delegato del gruppo ha rinnovato questa posizione nel suo discorso, insistendo sul fatto che "la sofferenza con il Contergan 50 anni fa è avvenuta in un mondo completamente diverso da quello di oggi" e che dall'incidente l'industria farmaceutica ha imparato una lezione importante. "Quando Gruenenthal ha sviluppato il Contergan, ha agito sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili in quel momento e ha rispettato tutti gli standard industriali imposti per testare nuovi farmaci negli anni '50 e '60", ha sottolineato Stock.

IN GERMANIA. Per l'associazione delle vittime in Germania le scuse sono troppo poche e sono arrivate troppo tardi. "Una scusa del genere non ci aiuta a gestire la nostra vita quotidiana, abbiamo bisogno di altro", ha detto Ilonka Stebritz, portavoce dell'Associazione per le vittime del Contergan. L'accordo raggiunto in Germania negli anni '70 ha portato alla creazione di un fondo di 150 milioni di euro per circa 3mila vittime tedesche ma secondo Stebritz, visto che le aspettative di vita normali sono di circa 85 anni, la somma non è sufficiente. In molti altri Paesi le vittime aspettano ancora di ottenere un risarcimento da Gruenenthal o dai distributori del farmaco.

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