SCHEDA Scozia, il giorno dell'indipendenza: le questioni critiche

Londra (Regno Unito), 18 set. (LaPresse/AP) - Quasi 5 milioni di scozzesi oggi decideranno se diventare un Paese indipendente, staccandosi dal Regno Unito dopo 307 anni.

COSA C'È IN GIOCO - La vittoria del fronte del 'sì' innescherà 18 mesi di negoziati tra i leader scozzesi e i politici di Londra su come i due Paesi dovranno dividere le loro istituzioni in vista del 24 maggio 2016, giorno fissato per l'indipendenza della Scozia. Dall'uso della Sterlina fcome valuta alla divisione dell'esercito: sono tante le questioni pratiche che si dovranno affrontare e che riguarderanno tutti i 64 milioni di abitanti del Regno Unito, non solo i 5,3 milioni della Scozia. Una Scozia indipendente potrebbe anche portare conseguenze per tutte le 28 nazioni dell'Unione europea, per i membri della Nato, stimolando movimenti secessionisti in tutto il mondo, dalla Catalogna in Spagna alle Fiandre in Belgio.

SECOLI DI UNIONE - I parlamenti della Scozia e dell'Inghilterra hanno promosso gli Atti dell'Unione che hanno portato alla creazione del Regno di Gran Bretagna nel 1707, dopo secoli di conflitti, e che ha visto l'ascesa di eroi scozzesi come William 'Braveheart' Wallace e Robert the Bruce. Il regno crebbe fino a diventare un grande impero in cui gli scozzesi hanno assunto un ruolo di primo piano come inventori, artisti, medici, missionari, ingegneri e intellettuali, come l'economista Adam Smith, lo scrittore Sir Walter Scott e il poeta Robert Burns. L'impero crebbe grazie ai cantieri navale e alla produzione, ma crollò dopo la seconda guerra mondiale quando le nazioni al di fuori delle isole britanniche chiesero l'indipendenza. La Scozia ha avuto un proprio parlamento dal 1999, anche se il governo britannico ha mantenuto il controllo di questioni come la politica estera, la difesa, l'immigrazione, il commercio e l'industria.


VERITÀ E CONSEGUENZE - Ora, dopo 307 anni di unione, gli elettori sono stati invitati a rispondere alla domanda: 'Vuoi che la Scozia diventi un Paese indipendente?' Solo i residenti scozzesi hanno diritto di voto, compresi i ragazzi che hanno compiuto i 16 anni di età. Se vincesse il fronte del 'sì' si potrebbe alterare l'equilibrio di potere nella politica britannica, con conseguente indebolimento dell'economia della nazione e, infine, una votazione sul fatto che il Regno Unito dovesse lasciare l'Unione europea.

NO NON SIGNIFICA LA STATUS QUO - I leader politici britannici hanno promesso al governo scozzese più poteri se gli elettori scegliessero di restare. Il premier David Cameron e il leader laburista Ed Miliband hanno rilasciato una dichiarazione che garantisce "ampi nuovi poteri al parlamento scozzese", promettendo di condividere le risorse della nazione in modo equo e di conferire al leader scozzese il controllo del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per quanto riguarda la Scozia.

LA STERLINA - Una delle questioni più controverse è se la Scozia indipendente manterrà la sterlina come moneta. Da Londra hanno dichiarato che in caso di indipendenza non verrà mantenuta l'unione monetaria. Il leader indipendentista Alex Salmond ha sostenuto che si tratti di una semplice tattica elettorale e che i politici di Westminster alla fine propenderanno per l'unione monetaria perchè converrebbe a entrambi i Paesi. La Standard Life e la Royal Bank of Scotland hanno già annunciato che sposteranno la propria sede dalla Scozia all'Inghilterra se vincesse l'indipendenza a causa delle preoccupazioni economiche.

Howard Archer, capo economista britannico e europeo per IHS Global Insight, ha spiegato che potrebbe esserci un'importante reazione del mercato in entrambi i casi: "Il voto per l'indipendenza rischia di tradursi in un'ulteriore svalutazione della sterlina; la vittoria dei 'no' rischia di portare ad una significativa manifestazione di sgravio per la moneta".

UNA MANNA PER I CONSERVATORI? - Se il Regno Unito perdesse la Scozia l'opposizione in Parlamento ha già chiesto la testa del premier David Cameron ma a pagare il prezzo più alto potrebbe essere il partito laburista britannico di sinistra. Gli elettori scozzesi hanno eletto 41 membri laburisti in Parlamento nelle elezioni del 2010 e solo un conservatore. Eliminando quei voti scozzesi si darebbe ai conservatori una maggioranza di 37 posti in Parlamento: questo consentirebbe loro di formare il prossimo governo, senza una coalizione. A lungo termine, la perdita della Scozia renderebbe più difficile per i laburisti vincere le elezioni future, previste per il 2015, potenzialmente inaugurando un'era di governo conservatore.

RISCHIO IN DIVENIRE - Una vittoria dei conservatori nelle politiche del 2015 potrebbe anche trascinare il Regno Unito in un altro pericolo. Cameron ha promesso un referendum sull'adesione all'Unione europea per placare gli elettori che sono preoccupati per l'immigrazione e l'ingerenza di Bruxelles. La Scozia è sempre stata favorevole all'Unione, e perdere quei voti indebolirebbe il fronte che sostiene l'Europa. L'uscita britannica dalla Ue avrebbe enormi conseguenze per l'economia europea.

IL PETROLIO - Salmond, il leader dell'indipendenza, ha sostenuto che la Scozia dovrebbe ricevere fino al 94% del gettito fiscale generato dalla produzione di petrolio e di gas del Mare del Nord. La campagna indipendenza stima che ci siano più di 21 miliardi di barili di petrolio equivalente nella parte scozzede del Mare del Nord con un valore di mercato di quasi 1.300 miliardi di sterline.

Ma il colpo di fortuna potrebbe non essere così grande come sperano i sostenitori dell'indipendenza, secondo l'analisi da parte dell'Istituto Nazionale di Ricerca Economica e Sociale. Mentre la quota delle entrate del Mare del Nord della Scozia è stata più di 7,4 miliardi di sterline in questi ultimi anni, una Scozia indipendente potrebbe perdere 7,1 miliardi l'anno in trasferimenti che riceve dal resto del Regno Unito. Inoltre, i ricavi del Mare del Nord sono destinati a ridursi nei prossimi anni con una diminuzione della produzione, il che significa che la Scozia potrebbe ricevere non più di 2,8 miliardi di sterline nel 2016-17.

QUESTIONE NATO - La campagna per l'indipendenza sostiene il mantenimento dell'adesione al Trattato del Nord Atlantico, a condizione che non pretenda le armi nucleari in Scozia. La posizione strategica del Paese la renderebbe un partner fondamentale in arrangiamenti d'aria e di polizia navale della Nato per l'Europa del Nord, secondo quanto sostengono i fautori dell'indipendenza. Eppure, se la Scozia fosse libero dal nucleare, il Regno Unito dovrebbe spostare i suoi missili nucleari Trident lontano da Faslane, nella Scozia occidentale.

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