SCHEDA Ostaggi Sydney, le domande ancora senza risposta dopo 12 ore

Sydney (Australia), 15 dic. (LaPresse/AP) - A circa 12 ore dall'inizio della crisi degli ostaggi a Sydney, dove un uomo armato trattiene diverse persone all'interno del Lindt Chocolat Cafe a Martin Place, diverse domande fondamentali sono ancora senza risposta.

La polizia si è rifiutata di dire quanti ostaggi si trovino ancora all'interno del bar e se i cinque che sono riusciti a uscire siano fuggiti o siano stati rilasciati.

Inoltre non si sa quali siano i motivi del sequestratore, anche se nel suo discorso il primo ministro australiano Tony Abbott ha detto che "ci sono ovviamente alcune indicazioni che possa essere" un atto "politicamente motivato". "Non abbiamo ancora confermato che si tratti di un evento legato al terrorismo", ha detto inoltre il commissario della polizia dello Stato di Nuovo Galles del Sud, Andrew Scipione. Quella che è stata esposta a una finestra del bar non è una bandiera dello Stato islamico (ex Isil o Isis), bensì una bandiera nera con la scritta bianca della professione di fede islamica, che viene usata da alcuni gruppi jihadisti.

Inoltre ufficialmente non si sa se l'uomo abbia avanzato delle richieste. La tv Channel 10 dice di avere ricevuto un video in cui un ostaggio all'interno del bar elenca le richieste dell'uomo armato e aggiunge che la polizia ha chiesto di non trasmetterlo.

"Il nostro unico obiettivo stanotte è di portare fuori in sicurezza le persone che attualmente si trovano nell'edificio, ha detto il commissario della polizia dello Stato di Nuovo Galles del Sud, Andrew Scipione, che ha chiesto a tutti i media che potrebbero essere contattati dal sequestratore di chiedergli piuttosto di parlare con la polizia. "Mi piacerebbe dirvi il più possibile ma adesso questo è il più possibile", ha affermato. "Innanzitutto dobbiamo assicurarci che non facciamo nulla che possa in alcun modo mettere a rischio chi è ancora nell'edificio".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata