SCHEDA Da Isil a Boko Haram, la mappa del terrore

di Chiara Battaglia

Roma, 11 set. (LaPresse) - Lo Stato islamico ha proclamato un califfato a cavallo fra Iraq e Siria. Boko Haram, dopo il rapimento di 200 liceali, continua a compiere attacchi in Nigeria. Al-Qaeda della penisola arabica, in Yemen, è considerata la branca più pericolosa della rete del terrore. A 13 anni dagli attacchi alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, di cui oggi ricorre il 13esimo anniversario, la mappa dei gruppi terroristici si presenta frammentata e complicata. Resta poco del nucleo originario di al-Qaeda, come era stato fondato da Osama bin Laden nel 1989, e pare abbia base in Pakistan dopo la fuga dall'Afghanistan nel 2001. Di seguito una panoramica delle principali organizzazioni terroristiche attive nel mondo.

STATO ISLAMICO - IRAQ E SIRIA. Il 29 giugno scorso i jihadisti sunniti dell'Isil, lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante, hanno annunciato la costituzione del califfato islamico nei territori conquistati in Iraq e Siria. Contestualmente il leader del gruppo Abu Bakr al-Baghdadi, che si è autoproclamato califfo, ha annunciato il cambio di nome del movimento in Stato islamico (che continua a essere abbreviato come Isil, Isis o Is). Le origini del gruppo risalgono al 2006, quando Abu Omar al-Baghdadi fondò lo Stato Islamico dell'Iraq (Isi) con l'obiettivo di imporre la legge della Sharia nei territori conquistati; poi nel 2010 alla guida dell'Isi passò al-Baghdadi, che da allora a oggi ha continuato a reggerne le sorti. Fin quando il gruppo era 'Stato islamico dell'Iraq', è rimasto braccio ufficiale di al-Qaeda in Iraq, ma dopo la formazione dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil) ad aprile del 2013 è stato sconfessato da al-Qaeda.

Conta migliaia di combattenti, molti dei quali stranieri e anche europei. Secondo fonti dell'intelligence irachena citate da Associated Press, i militanti in Iraq sarebbero oltre 27.600, di cui 2.600 stranieri. Molti analisti, tuttavia, stimano che il numero totale di combattenti dell'Isil in Iraq e Siria sia di circa 20mila. L'avanzata ha avuto un'accelerazione a marzo 2013, quando il gruppo ha preso il controllo della città siriana di Raqqa, primo capoluogo di provincia a cadere nelle mani dei jihadisti. Poi a gennaio del 2014, con la crescente tensione in Iraq fra minoranza sunnita e il governo sciita guidato da Nouri al-Maliki, l'Isil ha conquistato la città a maggioranza sunnita di Falluja, e successivamente a giugno Mossul. Il gruppo è noto per le sue efferatezze: il 19 agosto ha diffuso il video della decapitazione del giornalista statunitense James Foley, intitolato 'Messaggio all'America', in cui minacciava Barack Obama che avrebbe ucciso anche un secondo reporter se gli Usa non avessero fermato i raid contro l'Isil in Iraq; il 2 settembre ha pubblicato un altro filmato, intitolato 'Secondo messaggio all'America', in cui ha mostrato la decapitazione di un secondo giornalista Usa, Steven Sotloff.

IL PANORAMA VARIEGATO IN SIRIA. In Siria sono attivi, oltre allo Stato islamico, anche altri gruppi: il Fronte Nusra, la Brigata Tawhid, l'Esercito dell'islam e il gruppo Ahrar al-Sham. A novembre 2013 sette gruppi attivi in Siria sono confluiti in un'unica organizzazione chiamata Fronte islamico, che rifiuta l'opposizione siriana in esilio sostenuta dall'Occidente ma collabora spesso con i gruppi ribelli sostenuti dagli Usa e dai suoi alleati. Tra i membri del Fronte islamico ci sono Ahrar al-Sham, la brigata Tawhid e l'Esercito dell'Islam. Obiettivo dell'organizzazione è creare in Siria uno Stato islamico, ma negli ultimi mesi alcune delle sue fazioni hanno adottato posizioni più moderate, probabilmente anche per ottenere il favore degli Usa e assicurarsi gli aiuti di Washington.

FRONTE NUSRA. Noto con i nomi Fronte Nusra o Jabath al-Nusra, il gruppo ha circa seimila combattenti, la maggior parte dei quali siriani. È emerso all'inizio del 2012 con attentati nel centro della capitale siriana Damasco. Il suo leader è Abu Muhammad al-Golani, veterano della guerra in Iraq dove combattè con il gruppo 'al-Qaeda in Iraq' (versione primitiva dello Stato islamico) sotto il comando di Abu Bark al-Baghdadi, appunto attuale capo dell'Isil autoproclamatosi califfo. Ad aprile 2013 l'Isil tentò la fusione con il Fronte Nusra: al-Baghdadi dichiarò che la fusione era avvenuta e i membri del Fronte avrebbero dovuto rispondere a lui, ma al-Golani smentì dicendo di non essere stato consultato e ribadì fedeltà al leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, subentrato alla guida della rete terroristica dopo l'uccisione di Osama bin Laden in Pakistan. A ottobre di quest'anno i media di Stato siriani hanno annunciato che al-Golani sarebbe stato ucciso in un attacco in provincia di Latakia, ma il gruppo ha smentito la notizia.

AHRAR Al-SHAM. E' una delle prime formazioni islamiste emerse in Siria e se ne è parlato negli ultimi giorni visto che martedì 9 settembre il suo leader, Hassan Aboud, è stato ucciso in un attentato suicida a Ram Hamdan, nella provincia nordoccidentale di Idlib. Il movimento mira a stabilire in Siria la Sharia. Ahrar al-Sham aveva combattuto precedentemente contro lo Stato islamico, accusando la fazione di aver ucciso a febbraio uno dei suoi leader, Abu Khaled al-Souri.

Promuove un'interpretazione ultraconservatrice dell'islam, ma ha collaborato con gruppi ribelli più moderati che lottano contro il regime del presidente siriano Bashar Assad. Ieri il gruppo ha annunciato la nomina di un nuovo leader, che sarà Hashem al-Sheik Abu Jaber, mentre il ruolo di comandante militare sarà assunto da Abu Saleh Tahan. Gli Stati Uniti hanno sempre guardato al gruppo con diffidenza, considerandolo troppo radicale e vicino al Fronte al-Nusra. Per questo motivo Ahrar al-Sham non ha ricevuto i limitati aiuti inviati da Washington all'opposizione siriana. Ahrar al-Sham è il membro principale del Fronte islamico, di cui fanno parte in totale sette gruppi conservatori.

BRIGATA TAWHID. La Brigata Tawhid è stata la prima fazione anti Assad a operare nella città di Aleppo e ne fanno parte circa 10mila combattenti. È stata guidata da Abdelqader Saleh, ex militare di leva dell'esercito siriano, fino alla sua morte a novembre del 2013 a seguito di un raid aereo proprio ad Aleppo. Da allora è confluita nel Fronte islamico. Il suo obiettivo è formare in Siria uno Stato islamico moderato.

ESERCITO DELL'ISLAM. Si tratta di una formazione piuttosto recente, che comprende una cinquantina di gruppi ribelli. Il leader del gruppo è Zahran Alloush, figlio di un religioso siriano con base in Arabia Saudita. E pare sia proprio l'Arabia Saudita a dare l'appoggio finanziario. Anche questo gruppo, come la Brigata Tawhid e Ahrar al-Sham, è confluita a novembre 2013 nell'organizzazione nota come Fronte islamico.

BOKO HARAM - NIGERIA. La setta radicale islamista Boko Haram è attiva in Nigeria dal 2002. Il suo obiettivo è rovesciare il governo attuale e creare uno Stato islamico. Il suo nome in lingua Hausa vuol dire 'L'educazione occidentale è peccato'. I membri del gruppo si oppongono infatti sia all'educazione occidentale, sia alla medicina dell'Occidente.

Nella notte fra il 14 e il 15 aprile scorso Boko Haram ha rapito oltre 200 liceali cristiane dal dormitorio di una scuola di Chibok, nel nordest del Paese. In un video diffuso a maggio il leader, Abubakar Shekauha, ha riferito che le studentesse sono state ridotte in schiavitù e ha annunciato che sarebbero state vendute come spose, sostenendo che fosse stato Allah a chiederlo. Inoltre gli estremisti hanno ucciso in passato diversi operatori sanitari impegnati nelle campagne di vaccinazione anti poliomielite.

AL-SHABAB - SOMALIA. Il gruppo militante islamico al-Shabab, che in arabo significa 'La gioventù', è attivo in Somalia ma ha anche rivendicato l'attacco del 2013 al centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, in cui morirono 68 persone. Al Kenya il movimento rimprovera di avere inviato soldati per aiutare il governo di Mogadiscio proprio a combattere contro al-Shabab. Il gruppo, legato ad al-Qaeda, combatte contro il governo somalo sostenuto dall'Onu ed è stato estromesso dalla maggior parte delle città principali che un tempo controllava. Secondo quanto riporta la Bbc, si pensa che al-Shabab abbia tra 7mila e 9mila combattenti e che attiri numerosi jihadisti stranieri. Il capo dell'organizzazione era Ahmed Abdi Godane, noto come Mukhtar Abu Zubair, che è stato però ucciso il 2 settembre in un attacco degli Usa condotto dal Pentagono.

ANSAR BAYT AL-MAQDIS - EGITTO. Il gruppo militante Ansar Bayt al-Maqdis, noto anche come Ansar Jerusalem, si ispira ad al-Qaeda ed è attivo nella penisola del Sinai, in Egitto. Si ritiene che il gruppo non sia direttamente legato allo Stato islamico ma il Jerusalem Post, citando fonti di intelligence egiziane, afferma che l'Isil avrebbe influenzato militanti egiziani che hanno base in Libia vicino al confine, i quali avrebbero a loro volta stabilito contatti con Ansar Bayt al-Maqdis. Lo scorso 28 agosto Ansar Jerusalem pubblicato su Twitter un filmato in cui vengono decapitati quattro egiziani accusati di essere spie del Mossad israeliano. Nel 2014 il gruppo ha rivendicato la responsabilità di diversi attacchi nel Sinai, soprattutto contro polizia ed esercito.

ANSAR Al-SHARIA - LIBIA. Ansar al-Sharia è una milizia islamista che mira all'applicazione della Sharia in Libia. In arabo il nome vuol dire 'Partigiani della legge islamica'. Il gruppo è emerso nel panorama libico a seguito della rivolta di febbraio 2011 contro Muammar Gheddafi e ne fanno parte ex ribelli di diverse milizie con base nell'est della Libia.
Il movimento è attivo pricipalmente a Bengasi e la zona in cui ha sede è stata recentemente bombardata dalle forze del generale disertore Khalifa Haftar, il quale a maggio 2014 ha annunciato di volere ripulire la Libia dall'estremismo. Il leader di Ansar al-Sharia è Mohammad al-Zahawi. Nonostante il gruppo abbia negato ogni coinvolgimento, a settembre 2012 ci sono state numerose speculazioni sul suo presunto ruolo nell'attacco al consolato Usa di Bengasi, in cui fu ucciso l'allora ambasciatore statunitense in Libia Christopher Stevens.

TALEBANI - AFHANISTAN E PAKISTAN. I talebani sono emersi all'inizio degli anni '90 a seguito del ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan e negli ultimi anni la loro forza si è accresciuta in Pakistan, dove controllano alcune zone nel nordovest del Paese. Prevalentemente di etnia Pashtun, in Afghanistan e Pakistan hanno promesso di ripristinare pace e sicurezza e che, una volta al potere, avrebbero applicato la loro versione rigida della Sharia. Hanno effettivamente governato in Afghanistan dal 1996 fino al 2001, anno dell'invasione da parte degli Stati Uniti, e quel governo è stato riconosciuto da Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Hanno vietato tv, musica e cinema, oltre che l'istruzione per le bambine.

Dopo l'invasione Usa continuano gli attacchi dei talebani in Afghanistan e Washington ha ucciso diversi loro leader con raid condotti con droni in Pakistan. L'attenzione si rivolse ai talebani subito dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, dal momento che il gruppo in Afghanistan fu accusato di avere dato rifugio al leader di al-Qaeda Osama bin Laden. I talebani pakistani sono inoltre responsabili dell'attacco a Malala Yousafzai avvenuto a ottobre 2012, in cui la ragazza rimase gravemente ferita. Il leader dei talebani, il Mullah Omar, non è stato catturato e non si sa dove si trovi.

AL-QAEDA NELLA PENISOLA ARABICA - YEMEN. Al-Qaeda nella Penisola arabica (Aqap), formatosi nel 2009, è un gruppo terroristico attivo in Yemen e Arabia Saudita ed è considerato dagli Stati Uniti la branca più pericolosa di al-Qaeda al mondo. Ha base nell'est dello Yemen.

Guidato da un ex collaboratore di Osama Bin Laden, Aqap è stato coinvolto in attacchi a stabilimenti petroliferi a stranieri e forze di sicurezza. Il suo obiettivo è di far cadere il governo yemenita e la monarchia saudita al fine di istituire un califfato islamico. Al-Qaeda nella Penisola arabica rivendicò la responsabilità dell'attentato fallito del giorno di Natale del 2009 sul volo Amsterdam-Detroit, quando il 23enne nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab aveva intenzione di farsi saltare in aria con dell'esplosivo nascosto nelle mutande.

AL-QAEDA IN INDIA. Ultima novità fra i gruppi terroristici è la branca di al-Qaeda in India, Qaedat al-Jihad, annunciata lo scorso 4 settembre dal leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri. Nel video Ayman al-Zawahiri ha spiegato che la nuova organizzazione 'è il frutto di uno sforzo benedetto durato più di due anni e mirato a riunire i mujaheddin nel subcontinente indiano in una sola entità'. Il leader del nuovo movimento si chiama Essam Omar e l'obiettivo del gruppo è istituire uno Stato islamico che applichi la Sharia. Anche se nell'annuncio al-Zawahiri ha fatto riferimento al subcontinente indiano in generale, che comprende anche Pakistan, Bangladesh e Nepal, si crede che i commenti del leader di al-Qaeda siano diretti soprattutto all'India, Paese a maggioranza indù ma con oltre 150 milioni di musulmani.

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