Scandalo irrisolto in Vaticano: Legionari di Cristo lasciano ordine

Città del Vaticano, 26 ott. (LaPresse/AP) - Quando papa Benedetto XVI prese il controllo dell'ordine religioso della Legione di Cristo, c'erano grandi aspettative sulla possibilità che potesse porre rimedio a uno dei maggiori scandali della Chiesa cattolica nel XX secolo. A un anno di distanza, nessuno dei membri della Legione è stato ritenuto responsabile per avere facilitato i crimini dello scomparso fondatore dell'ordine, il reverendo Marciel Maciel, tossicodipendente che abusò sessualmente dei seminaristi, fu padre di tre bambini e creò nel 1941 un movimento di culto all'interno della Chiesa che danneggiò spiritualmente ed emozionalmente alcuni suoi componenti. Un'inchiesta di Associated Press rivela che molti membri dell'ordine, disillusi, stanno lasciando il movimento poiché non ritengono che il Vaticano attuerà i cambiamenti necessari.

Il crollo dell'ordine, un tempo uno dei più influenti all'interno della Chiesa, riguarda da vicino il cattolicesimo, che in diversi posti sta perdendo fedeli a causa dei diversi scandali sessuali coperti dalle autorità religiose. In un'intervista esclusiva con AP, il cardinale Velasio De Paolis, incaricato di riformare la Legione, ha dichiarato di essere stato incaricato dal Papa soltanto di guidare l'ordine e contribuire a riscriverne le norme, non "decapitarne" la leadership o vendicarne i torti. Il cardinale De Paolis ha escluso che potranno mai esserci altre indagini sui crimini di Maciel, che essendo uno dei preferiti di papa Giovanni Paolo II è stato considerato un santo nonostante le accuse, poi provate, che fosse un pedofilo. "Non vedo cosa produrrebbe di buono" indagare ulteriormente sull'insabbiamento della questione, ha spiegato il cardinale. "Anzi - ha aggiunto - correremmo il rischio di trovarci in un intrigo senza fine. Queste sono cose troppo private per me da investigare".

La Santa sede era a conoscenza delle accuse di pedofilia, ma per anni ignorò le vittime, così come le lamentele sulla somiglianza dell'ordine a una setta, poiché la Legione portava soldi nelle casse del prelato. I critici, tra cui anche alcuni esponenti del Vaticano, sostengono che De Paolis abbia l'obbligo di rivelare la verità e agire con forza, poiché il Vaticano stesso ha scoperto che Maciel ha creato un ordine contorto e corrotto per coprire la sua doppia vita. Il Vaticano ha stabilito che, per sopravvivere, la Legione deve essere "purificata" dall'influenza di Maciel, morto nel 2008, poiché la struttura e la cultura sono state contaminate dalla sua ossessione per obbedienza e segretezza. Ai membri dell'ordine è infatti vietato criticare i superiori, vedere le famiglie e viene ordinato loro qualunque cosa, che si tratti di pregare o di mangiare. Da quando nel 2009 è scoppiato lo scandalo sessuale, il movimento ha visto un forte declino nelle adesioni.

Secondo quanto ricostruito da AP sulla base delle interviste a decine di ex membri, che hanno evidenziato diverse lacune nelle parziali statistiche fornite dalla Legione, circa 70 degli 890 preti della Legione e quasi 300 delle 900 donne consacrate all'ordine hanno lasciato o si sono presi del tempo per pensare al futuro. I seminaristi sono fuggiti, 232 solo l'anno scorso. Quest'anno soltanto cento persone hanno chiesto di entrare nella Legione, circa metà della media precedente allo scandalo.

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