Salisbury, è morta la donna avvelenata dal gas Novichok. Il Cremlino esclude qualsiasi coinvolgimento
Sturgess era stata ricoverata lo scorso 30 giugno con il compagno. Lo stesso nervino aveva causato il malore dell'ex spia russa Skripal e della figlia

È morta Dawn Sturgess, la donna ricoverata da giorni in condizioni critiche all'ospedale di Salisbury insieme al compagno Charlie Rowley per avvelenamento da Novichok, lo stesso gas nervino che aveva causato il malore dell'ex spia russa Sergey Skripal e della figlia Yulia. La polizia britannica ha aperto un'indagine per omicidio.

ll primo ministro Theresa May si è detta "sconvolta e scioccata" per la morte della donna, madre di tre figli, e ha fatto le sue condoglianze alla famiglia.

Il 30 giugno scorso Dawn Sturgess e Charlie Rowley, di 44 e 45 anni, sono stati ritrovati privi di conoscenza nella loro casa di Amesbury, a pochi chilometri dalla città di Salisbury, dove quattro mesi fa vennero avvelenati con la stessa tipologia di gas nervino l'ex spia russa Skripal e sua figlia.

Il Novichok è usato in ambito militare e venne sviluppato dall'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. La Gran Bretagna, dunque, a seguito del nuovo caso di avvelenamento, ha chiesto alla Russia di fornire spiegazioni sull'accaduto. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che è "abbastanza assurdo" pensare che la Russia sia coinvolta nella morte della donna. "Non ci risulta che la Russia sia implicata in questi fatti", ha aggiunto.

La polizia britannica, al momento, non può garantire che l'agente nervino Novichok non farà altre vittime nel Regno Unito. Lo ha detto il capo dell'antiterrorismo, Neil Basu, che ha anche chiesto alla popolazione di adottare alcune cautele, tra cui quella di non raccogliere oggetti come siringhe o contenitori insoliti.

 


 

 

 

 

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