Russiagate, Trump al contrattacco: "Fbi spiava la mia campagna"
Per il presidente il Bureau teneva sotto controllo un suo consulente per avvantaggiare Hillary Clinton

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, passa all'attacco e denuncia che la sua campagna elettorale è stata spiata illegalmente a vantaggio della candidata democratica Hillary Clinton. "Sembra sempre più che la mia campagna sia stata spiata illegalmente per il guadagno politico di Hillary Clinton e dei democratici", ha scritto su Twitter, chiedendo ai repubblicani di agire in modo duro. Bersaglio della rabbia di Trump è l'Fbi, dopo che il New York Times ha pubblicato documenti che provano che il Bureau teneva sotto controllo un consulente della campagna elettorale del magnate.

Trump si è anche congratulato con l'organizzazione Judicial Watch e con il suo presidente Tom Fitton "per essere riusciti a ottenere la pagina su Carter dei documenti Fisa", i documenti top secret sulle indagini condotte dall'Fbi nei confronti dell'ex consulente Carter Page. Nel dossier sono riportati i sospetti dei federali su Page, ritenuto un possibile tramite dei russi per influenzare le elezioni. "L'Fbi ritiene che Page abbia collaborato e cospirato con il governo russo", si legge nella richiesta di sorveglianza presentata nell'ottobre 2016. I documenti includono domande di rinnovo della sorveglianza e ingiunzioni depositate nel 2017, dopo che Trump era già entrato in carica. Page ha negato di essere un agente del governo russo e, alla fine, non è stato accusato di alcun crimine. Gli atti dell'Fbi "come al solito sono redatti in modo ridicolmente pesantemente", ha commentato Trump, "ma confermano con pochi dubbi che il dipartimento di 'giustizia' e l'Fbi hanno ingannato i tribunali", ha aggiunto ribadendo che l'indagine sul Russiagate è una "caccia alle streghe" e "una truffa".

Lo stesso Page, intervistato dalla Cnn, ha parlato di accuse ridicole e fuorvianti. "È letteralmente uno scherzo", ha commentato. La pubblicazione dei documenti è oggetto di una lunga querelle tra  repubblicani e democratici. I primi sostengono che il dossier su Page è la prova degli abuso da parte del Dipartimento di Giustizia e dell'Fbi che hanno preso di mira la campagna di Trump. Dicono anche che il mandato è irregolare - basato su un dossier su Trump e Russia pagato dai democratici - e che, poiché il mandato Fisa ha contribuito ad alimentare l'indagine sul Russiagate, l'intera inchiesta è compromessa. I democratici, al contrario, affermano che il mandato su Page è giustificato a causa dei suoi contatti con la Russia, e sostengono che l'Fbi e il Dipartimento di giustizia abbiano seguito la procedura corretta.
 

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