Russia, liberata una delle Pussy Riot. Confermata pena per altre 2

Mosca (Russia), 10 ott. (LaPresse/AP) - La corte di appello di Mosca ha deciso la liberazione di una delle componenti del gruppo Pussy Riot, la 30enne Yekaterina Samutsevich. Niente da fare per le altre due, la 22enne Nadezhda Tolokonnikova e la 24enne Maria Alekhina che rimarranno in carcere. La decisione del giudice si sospendere la pena per la Samutsevich è stata motivata dal fatto che la giovane fu tirata fuori dalla cattedrale di Cristo Salvatore dall'intervento delle guardie prima di poter prendere parte alla performance incriminata.

Le ragazze, che hanno assistito all'udienza all'interno dela gabbia di vetro nota in gergo come 'acquario', hanno sostenuto davanti alla corte che la 'preghiera punk' recitata nella chiesa a febbraio avesse una natura politica e non rappresentasse un attacco alla religione. L'inizio del processo, previsto già per il primo ottobre, era stato rinviato dopo che una delle tre aveva cambiato il proprio avvocato. Il tribunale ha iniziato l'udienza respingendo le mozioni della difesa, tra cui quella che chiedeva di convocare più testimoni della performance, per cui le tre sono state condannate a due anni di carcere con l'accusa di teppismo.

La sentenza ha provocato sdegno a livello internazionale e messo in imbarazzo il governo di Vladimir Putin, contro cui le Pussy Riot si scagliavano con la loro preghiera. Tuttavia, recentemente, il presidente russo ha definito giusta la decisione della corte. "E' inammissibile - ha dichiarato - minare le nostre fondamenta morali, i nostri valori, per provare a distruggere il Paese".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata