Russia, espulsi diplomatici polacchi sospettati di spionaggio

Varsavia (Polonia), 17 nov. (LaPresse/AP) - Il governo della Russia ha espulso dal Paese alcuni diplomatici polacchi per spionaggio, in risposta alla decisione di Varsavia di fare la stessa cosa nei confronti di russi su cui c'erano sospetti simili. Lo rende noto il ministero degli Esteri russo, affermando che Varsavia ha preso una decisione "non amichevole e ingiustificata" espellendo i suoi diplomatici. Il comunicato prosegue affermando che "in relazione a questo episodio, la Russia ha adottato misure di risposta adeguate e alcuni diplomatici polacchi hanno già lasciato il nostro Paese a causa di attività incompatibili con il loro status", espressione che nel gergo diplomatico indica lo spionaggio.

Un giornalista della tv polacca Tvn, Andrzej Zaucha, ha riportato da Mosca che venerdì pomeriggio quattro diplomatici polacchi sono stati avvertiti che avevano 48 ore per lasciare la Russia. Lo scambio di espulsioni giunge in un momento in cui Polonia e Repubblica Ceca hanno affermato di avere notato un'intensificazione delle attività di intelligence russe mirate ad aumentare l'influenza di Mosca nei due Paesi.

Il primo ministro polacco Grzegorz Schetyna ha confermato l'espulsione dei diplomatici e affermato che si è trattato di una ritorsione da parte di Mosca. "Si tratta di qualcosa che ricorda una risposta simmetrica", ha dichiarato il premier. La Repubblica Ceca accusa inoltre Russia e Cina di avere aumentato le attività di spionaggio entro i suoi confini e ha dichiarato che entrambe le ambasciate dei Paesi a Praga usano agenti sotto copertura diplomatica. "Nel 2013, il numero di tali agenti all'ambasciata russa era estremamente alto", ha riferito l'agenzia di controspionaggio ceca Bis nel suo rapporto annuale, pubblicato a ottobre. Le spie, aggiunge il documento, fingono anche di essere turisti, accademici e imprenditori.

Edward Lucas, autore del libro 'Deception: the Inside Story of East-West Espionage Today', afferma che i Paesi della Nato e dell'Ue sono stati preoccupati per anni delle attività di spionaggio russe ma hanno iniziato a prendere provvedimenti solo di recente. "In passato, i 'diplomatici' russi scoperti a lavorare come spie venivano rimandati in patria senza clamore. Le persone che avevano addestrato o reclutato venivano perlopiù lasciate andare con un avvertimento e forse trasferite ad altri lavori", ha detto Lucas. "Ora la Nato e l'Ue ne hanno abbastanza. Espellono pubblicamente gli agenti di intelligence che operano sotto copertura diplomatica, arrestano e perseguono quelli che lavorano illegalmente e anche le persone che hanno reclutato", ha affermato ancora Lucas, scrittore e giornalista dell'Economist.

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