Pioggia di accuse a Russia per cyberattacchi: Usa incriminano 7 agenti

Mosca ha risposto irridendo la "mania per lo spionaggio" occidentale

Pioggia di accuse contro Mosca, che sarebbe coinvolta in una serie di cyberattacchi in tutto il mondo. E gli Stati Uniti hanno annunciato di aver per questo incriminato sette agenti dell'intelligence militare russa. Il dipartimento di Giustizia americano ha dichiarato che tra gli obiettivi ci sono l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), agenzie anti-doping e una compagnia nucleare statunitense., mentre il vice ministro degli Esteri Sergey Ryabkov ha aggiunto che le accuse saranno analizzate, ma anche che esse fanno parte di un tentativo deliberato di dipingere Mosca come il nemico.

L'Olanda ha accusato Mosca di un complotto, che Amsterdam ha sventato, per un attacco alla sede dell'Opac all'Aia. Per questo ha espulso quattro presunti agenti russi, che ha detto avrebbero agito in un'operazione condotta dall'agenzia d'intelligence militare di Mosca Gru. I quattro rientrano fra i sette incriminati dagli Usa, gli altri tre fra quelli accusati di attacchi hacker contro esponenti del partito democratico nel 2016. Il Regno Unito ha collaborato con l'Olanda per sventare l'operazione, hanno aggiunto. I russi avevano allestito un'auto piena di attrezzatura elettronica nel parcheggio di un albergo, vicino alla sede dell'Opac, nel tentativo di hackerare il suo sistema informatico, ha spiegato il ministero. Poi l'agenzia russa Tass ha annunciato che l'ambasciatore russo in Olanda e inviato all'Opac, Alexander Shulgin, è stato convocato dal ministero degli Esteri di Amsterdam perché desse "spiegazioni". Gli olandesi hanno anche aggiunto di aver sequestrato un portatile che era stato usato in Brasile, Svizzera e Malesia. Qui, è stato utilizzato per colpire le indagini sul volo MH18 abbattuto dai ribelli filo-russi sull'Ucraina, uccidendo 298 persone.

Il governo di Londra ha accusato lo stesso Gru di essere dietro quattro gravi cyberattacchi, con obiettivi tra cui compagnie in Russia e in Ucraina, il partito democratico degli Stati Uniti e una rete televisiva nel Regno Unito. Alle accuse si è unita anche l'Australia. La prima ministra britannica Theresa May e l'omologo olandese Mark Rutte, in una dichiarazione comune, hanno affermato: "Questo tentativo di accedere al sistema di sicurezza di una organizzazione internazionale che opera per eliminare dal mondo le armi chimiche dimostra che il Gru disprezza i valori e le regole internazionali che garantiscono a tutti la nostra sicurezza". Secondo John Demers, il vice attorney general per la Sicurezza nazionale americano, molti attacchi sono stati condotti per delegittimare organi sportivi e alterare la percezione della verità e per vendicarsi dei divieti imposti ad atleti russi, a causa di doping.

Il Canada, inoltre, ha detto di poter affermare con "grande sicurezza" che l'intelligence militare russa è stata responsabile di attacchi hacker contro il suo centro per l'etica nello sport e Agenzia mondiale antidoping di Montreal. Tra i bersagli che sono stati indicati nel mondo ci sono anche le agenzie antidoping brasiliane e statunitensi, gli osservatori sulle armi chimiche in Svizzera e Olanda, il ministero della Difesa e il Foreign office britannici, secondo Bbc. Anche l'Ue ha condannato: i presidenti della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e del Consiglio europeo, Donald Tusk, così come l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, hanno parlato di un "atto aggressivo che ha dimostrato disprezzo per l'obiettivo importante dell'Opac".
 

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