Romania, premier: No a miniera d'oro a Rosia Montana dopo proteste

Bucarest (Romania), 9 set. (LaPresse/AP) - Il primo ministro della Romania, Victor Ponta, ha predetto che il Parlamento non darà il via libera al progetto di realizzazione della miniera di oro a Rosia Montana da parte della società canadese Gabriel Resources. Il no al progetto giunge dopo le massicce proteste che si sono tenute a Bucarest e in altre città del Paese nelle scorse settimane. A pronunciarsi per il no alla miniera sono stati oggi i leader dei due principali partiti del Paese. Nel dare l'annuncio, Ponta ha spiegato che cercherà altri modi per creare posti di lavoro nella zona. Per il voto in Parlamento non è ancora stata fissata alcuna data.

Immediata la reazione della società canadese, che minaccia di presentare ricorso contro la Romania nel caso in cui il Parlamento non dovesse approvare il progetto. In questo caso, ha fatto sapere la compagnia, si valuterebbe quali sono le opzioni, compresa un'azione legale contro Bucarest per "diverse violazioni dei trattati internazionali sugli investimenti". Gabriel Resources ha fatto sapere che sta chiedendo urgentemente conferma delle dichiarazioni rilasciate a Bucarest e chiarimenti sull'impatto che avranno sul progetto.

Le proteste contro la realizzazione della miniera vanno avanti da giorni e l'ultima, con circa 2.500 partecipanti, si è tenuta a Bucarest proprio ieri. I dimostranti protestavano soprattutto contro l'uso di cianuro nel processo di estrazione, ma contestano anche che la Romania guadagnerebbe troppo poco dal progetto, consegnando la maggior parte dei profitti alla società canadese. I favorevoli alla realizzazione della miniera sostengono invece che sia di interesse nazionale perché attirerebbe investimenti stranieri e creerebbe posti di lavoro in una zona povera della Romania.

Rosia Montana è il nome della città dove il progetto prevede la realizzazione della miniera, nel nordovest della Romania. Con una quantità stimata di 300 tonnellate di oro e 1.600 tonnellate di argento, si tratterebbe della miniera di oro più grande d'Europa, a cielo aperto, e per realizzarla il piano prevede di radere al suolo quattro montagne.

Il premier Ponta ha riconosciuto che il suo governo potrebbe essere oggetto di una azione legale da parte di Gabriel Resources, ma ha affermato che lui e i suoi ministri non vogliono essere ritenuti responsabili di "minare l'economia nazionale". Ponta e il presidente della Romania Traian Basescu si sono accusati reciprocamente di avere preso soldi illegalmente per sostenere il progetto della miniera. Tuttavia Basescu, che inizialmente lo appoggiava in modo forte, la scorsa settimana ha annunciato che avrebbe assunto una posizione neutrale.

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