Rio2016, Yusra: 18enne siriana che nuotò per salvarsi, ora in gara
La giovane fa parte della squadra dei rifugiati, composta da 10 atleti fuggiti da violenze e persecuzioni

Si chiama Yusra Mardini, ha 18 anni ed è cresciuta in Siria, a Damasco. A un anno da quando raggiunse le coste della Grecia a nuoto per salvarsi da un naufragio, gareggerà quest'estate alle Olimpiadi di Rio de Janeiro come nuotatrice nella squadra dei rifugiati.

Imbarcatasi insieme ad altre 20 persone a bordo di un piccolo gommone, quando a poche miglia dalla costa greca il motore smise di funzionare lei, insieme alle uniche altre due persone capaci di nuotare a bordo cioè la sorella e una terza persona, si buttò in acqua e trascinò in salvo l'imbarcazione nuotando per tre ore, fino ad arrivare a Lesbo.

 

 

 

Yusra Mardini arrivò poi a settembre 2015 in Germania, a Berlino, dove adesso vive con la famiglia e si allena. A Rio gareggerà per i 200 metri stile libero. "Voglio rappresentare tutti i rifugiati perché voglio mostrare a tutti che, dopo il dolore, dopo la tempesta, vengono giorni calmi", ha detto. E ha aggiunto: "Voglio essere d'ispirazione per loro per fare qualcosa di buono nelle loro vite". Nel 2012 aveva già gareggiato in un contesto internazionale, rappresentando la Siria ai campionati mondiali di nuoto.

La squadra dei rifugiati, come ha annunciato ieri il Comitato internazionale olimpico (Cio), gareggerà alle Olimpiadi. Composta da 10 membri, verrà trattata come qualsiasi altra squadra, solo che sarà spesata dal Cio. Ne fanno parte due nuotatori siriani (fra cui appunto Yusra), due judoka della Repubblica democratica del Congo e sei corridori originari di Etiopia e Sud Sudan. Tutti atleti fuggiti da violenze e persecuzioni nei loro Paesi e che hanno cercato rifugio in diversi luoghi, che vanno da Belgio, Germania e Lussemburgo a Kenya e Brasile.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata