Repubblica Centrafricana, presidente fugge dopo attacco ribelli

Bangui (Repubblica Centrafricana), 24 mar. (LaPresse/AP) - Il presidente della Repubblica Centrafricana Francois Bozize è fuggito stamattina da Bangui, la capitale del Paese, dopo che centinaia di ribelli armati che minacciavano di rovesciarlo hanno invaso la città. L'alleanza ribelle Seleka ha raggiunto la periferia di Bangui nella notte. I combattenti si sono fatti strada a colpi di arma da fuoco nel centro città e hanno sequestrato il palazzo presidenziale. Bozize, alla guida del Paese da un decennio, era già fuggito. "Bozize ha lasciato la città questa mattina", ha annunciato Maximin Olouamat, un membro della sua maggioranza, senza specificare dove sia andato.

La Coverseas Worldwide Assistance, una società di crisis management con sede in Svizzera che ha contatti sul territorio della repubblica Centafricana, ritiene che Bozize sia diretto verso il vicino Congo. Bangui infatti si trova lungo il fiume Oubangui che separa i due paesi. Tuttavia il portavoce del governo congolese, Lambert Mende, ha detto di non essere a conoscenza del passaggio di Bozize nel vicino paese.
I ribelli di diversi gruppi armati si sono a lungo opposti a Bozize, e a dicembre hanno iniziato ad unire le forze e a prendere le città della regione settentrionale, scarsamente popolata. Aveva già minacciato di marciare su Bangui, ma alla fine avevano fermato la loro avanzata, decidendo di partecipare ai negoziati di pace a Libreville, capitale del Gabon. Nell'occasione era stato firmato un accordo di pace, l'11 gennaio, che avrebbe permesso a Bozizé di concludere il suo mandato che scade nel 2016, ma i ribelli hanno presto cominciato ad accusare il presidente di non riuscire a mantenere le promesse che aveva fatto. I ribelli avevano preteso che Bozize rimandasse a casa le forze sudafricane che aiutavano a rafforzare l'esercito del del paese, e richiedevano l'integrazione di circa 2.000 combattenti ribelli nelle forze armate della Repubblica Centrafricana. L'accordo è saltato più di una settimana fa, quando i ribelli hanno nuovamente preso il controllo di due città e hanno minacciato di avanzare verso la capitale.

Ieri sera, Bangui è piombata nell'oscurità dopo che i combattenti hanno tagliato l'elettricità di gran parte della città. Si è spenta la radio di Stato e gli abitanti si sono rinchiusi spaventati nelle loro case. Un numero imprecisato di cittadini francesi ha trovato rifugio nell'ambasciata di Francia, ha riferito un diplomatico ha detto in condizione di anonimato.
"Per noi, non c'è altra soluzione che l'allontanamento di Francois Bozize" ha detto Eric Massi, un portavoce dei ribelli, al telefono da Parigi nella serata di ieri. Massi ha aggiunto che i ribelli stavano mettendo in sicurezza la città, e ha chiesto ai residenti di mantenere la calma ed evitare saccheggi in mezzo al caos.
Il generale di brigata sudafricano Xolani Mabanga, portavoce militare del paese, ha detto che ci sono stati "combattimenti intensi" tra i ribelli e le forze del Sud Africa. "La nostra base è stata attaccata dai ribelli mentre avanzavano verso la capitale" ha confermato. Mabanga ha aggiunto che le autorità sudafricane stanno valutando la situazione e che non c'erano notizie di vittime.
I disordini crescenti sono l'ultima minaccia per la stabilità della Repubblica Centrafricana, una nazione di 4,5 milioni di persone che è stato a lungo devastata da ribellioni e lotte di potere. Lo stesso Bozize è salito al potere nel 2003 dopo una rivolta, e il suo mandato è stata segnato dai conflitti con una miriade di gruppi armati.

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