Regeni, Raimondi (Corte europea diritti): Un caso gravissimo
Ci sono stati episodi di violenza poliziesca in vari Paesi, anche in Francia e in modo più intenso in Turchia, ma mai con dei morti

Il caso Regeni è "gravissimo". A dirlo, in un' intervista a Repubblica, è Guido Raimondi, giudice italiano che dal primo novembre scorso guida la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Tra i tanti casi affrontati, spiega, "non ce n'è uno così grave. Ci sono stati episodi di violenza poliziesca in vari Paesi, anche in Francia e in modo più intenso in Turchia, ma mai con dei morti. Almeno a questo, in Europa, non siamo arrivati". "Ovviamente la Convenzione europea dei diritti dell'uomo non si applica all'Egitto", afferma. "Nella Convenzione il divieto della tortura occupa un ruolo centrale. Si potrebbe pensare che i Paesi europei ne siano immuni, ma non è così, tant'è che anche l'Italia è stata condannata per tortura sia nel noto caso della Diaz e per quello di Abu Omar".  

 

Raimondi sottolinea che in Italia non c'è ancora una norma del codice che punisca la tortura: nella sentenza Cestaro, la Corte "ha detto che sicuramente l'apparato giuridico italiano non è sufficiente, con un invito al legislatore perché intervenga". Sui migranti, "la giurisprudenza riconosce il diritto degli Stati sovrani di regolamentare i flussi migratori, ma non c'è un diritto ad entrare in un Paese. Anche chi lo fa illegalmente ha diritto però alla protezione garantita dalla Convenzione, per cui gli stranieri devono essere trattati con umanità". Dall'11 settembre "le aumentate esigenze di sicurezza rischiano di avere conseguenze anche sui cittadini. La Corte è intervenuta con la sentenza 'Zacharov contro Russia' che ha affrontato il tema della sorveglianza segreta potenzialmente generalizzata e ha concluso per la violazione, da parte russa, della Convenzione". Sui tempi del ricorso di Berlusconi a Strasburgo contro la legge Severino, il giudice dice che "non è possibile calcolarli per colpa dell'arretrato che grava sulla Corte".

 

Il ricorso di Berlusconi non rientra nelle "categorie prioritarie", anche se non ha "dei precedenti". Quanto alle unioni civili, Raimondi cita "la sentenza Oliari", secondo la quale "la mancanza di un quadro legislativo adeguato che permetta di regolamentare le unioni delle stesso sesso viola l'articolo 8. Nel caso 'E.B. contro la Francia' la Corte ha trovato contrario alla Convenzione il diniego all'adozione a una persona basato sulla sua omosessualità
 

 

 

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