Referendum Catalogna, seggi chiusi e polizia schierata. Resistenza nelle scuole
Sono 163 gli istituti occupati per impedire che la polizia chiuda i seggi

Sgomberati e sigillati migliaia di seggi per impedire l'accesso agli elettori. Occupate le sedi del Centro di sicurezza informatica e del Centro di telecomunicazioni della Generalitat catalana per prevenire il voto informatico. Le autorità nazionali spagnole non hanno lasciato nulla di intentato per fermare il referendum sull'indipendenza della Catalogna. Si è consumata sabato l'ultima puntata dello scontro tra il governo centrale di Madrid, che ha schierato 10mila agenti della guardia civile in rinforzo ai 17mila Mossos d'Esquadra, e quello regionale di Barcellona, sostenuto da oltre il 60% dei catalani che dice di voler votare. Un braccio di ferro che si chiude con un botta e risposta di dichiarazioni di segno opposto. "Il referendum è annullato dallo Stato di diritto", annuncia a metà giornata il portavoce del governo, Inigo Mendez de Vigo. "Stiano tutti tranquilli: domani voteremo", replica a stretto giro il portavoce del governo catalano, Jordi Turull.

Le operazioni di voto si prospettano in realtà molto complicate. La guardia civile ha fatto sapere che resterà a presidiare il Centro di telecomunicazioni e informazione per tutta la giornata di domani, in modo da neutralizzare il voto online. Nella mattinata di sabato risultavano già ispezionati e sigillati 1300 collegi su 2315, mentre solo 163 scuole erano state occupate dagli indipendentisti. Che non intendono tirarsi indietro e si sono organizzati attraverso i social network. Chi è riuscito a prendere possesso di una scuola, con l'espediente di organizzare "attività ricreative" per tutto il weekend, resterà a dormire nei seggi. E all'arrivo della polizia, alle 6 di mattina, proverà a opporre resistenza passiva. Ai cittadini che non riusciranno a dormire negli istituti, l'Assemblea nazionale catalana, l'associazione Omnium Cultural e la piattaforma Escoles Obertes hanno chiesto di presentarsi ai seggi alle 5 del mattino. Le indicazioni sono chiare: niente violenza. Se non si potrà votare, "in nessun caso" dovranno essere allestite sedi alternative. Se la scuola sarà chiusa, gli elettori dovranno "concentrarsi sulla porta finché non verranno lasciati entrare". In caso di presenza di forze dell'ordine dovranno mettere in atto una "resistenza pacifica". Il ministero dell'Interno ha annunciato di aver verificato che la maggior parte dei locali e degli edifici pubblici che dovevano essere utilizzati per il referendum  è "chiusa". Il governo di Madrid assicura che "solo in alcuni degli edifici" si stanno concentrando persone intenzionate a disobbedire. Penseranno i Mossos d'Esquadra a liberare e sigillare i locali occupati, conferma lo stesso ministero che in giornata aveva 'bacchettato' gli agenti della polizia catalana - che da giorni si trovano tra due fuochi - ricordando loro che hanno giurato sulla Costituzione spagnola.

 

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