Rapporto su guerra Iraq inchioda Blair: Azione non necessaria
Secondo la commissione Chilcot non c'erano prove giustificate sulle armi di Saddam: "Conseguenze negative sino a oggi"

Il Regno Unito non tentò tutte le opzioni pacifiche, prima dell'intervento militare in Iraq nel 2003: quella "non era l'ultima possibilità a disposizione" di Londra. Lo ha dichiarato Sir John Chilcot, a capo della commissione d'inchiesta britannica che porta il suo nome e le cui conclusioni vengono pubblicate oggi. Inoltre, per Chilcot, le dichiarazioni sulla presunta presenza di armi di distruzione di massa in Iraq "furono presentate con una certezza che non era giustificata".

PRESUNTE PROVE SU SADDAM. L'ex premier britannico Tony Blair presentò come certe alcune prove "non giustificate" sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq da parte di Saddam Hussein. Le conseguenze dell'intervento militare in Iraq nel 2003 furono sottostimate, nonostante "espliciti avvertimenti". 

PIANIFICAZIONE INADEGUATA.  La pianificazione della situazione in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein fu "totalmente inadeguata". Così John Chilcot, a capo della commissione che ha indagato per sette anni sull'intervento militare britannico.  Le informazioni di intelligence su cui si basò l'intervento britannico in Iraq nel 2003 erano "inadeguate" e "non furono messe in discussione come sarebbe dovuto accadere". 

CONSEGUENZE NEGATIVE. L'intervento britannico in Iraq nel 2003 fu "negativo" e ha avuto "conseguenze" altrettanto negative "sino a oggi". Lo ha dichiarato a Londra John Chilcot, a capo della commissione che ha indagato per sette anni sull'intervento militare britannico e che presenta oggi le sue conclusioni.

NON C'ERA MINACCIA. Saddam Hussein non rappresentava una minaccia prima del marzo 2003, quando il Regno Unito e gli Stati Uniti iniziarono l'intervento armato in Iraq. L'ex premier laburista britannico Tony Blair nel 2002 promise appoggio incondizionato all'allora presidente americano George W. Bush per l'invasione dell'Iraq. "Sarò con voi qualsiasi cosa succeda", scrisse Blair a Bush il 28 luglio 2002, otto mesi prima che il 20 marzo 2003 prendesse il via la guerra. 

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