Putin: Proteste in Russia orchestrate dall'Occidente

Mosca (Russia), 15 dic. (LaPresse/AP) - Il risultato delle elezioni parlamentari in Russia riflette il volere del popolo e le successive proteste sono state orchestrate dall'Occidente per destabilizzare il Paese. Così il premier di Mosca Vladimir Putin parlando nel corso di un programma televisivo in cui ha risposto alle domande dei cittadini. L'opposizione ha tenuto manifestazioni a Mosca e in altre città denunciando brogli durante il voto parlamentare del 4 dicembre, accusando il partito di Putin Russia unita.
Alcuni leader delle proteste hanno agito su ordine dell'Occidente per indebolire la Russia, ha risposto oggi Putin. Le manifestazioni, ha aggiunto, rispondono a "uno schema ben organizzato per destabilizzare la società" e gli organizzatori delle dimostrazioni di sabato hanno pagato alcuni dei partecipanti, definiti "pecore". Il premier ha quindi provocatoriamente suggerito di collocare per le presidenziali del 4 marzo telecamere web in ognuno degli oltre 90mila seggi elettorali in Russia per evitare alcun tipo di falsificazione.
Ha poi commentato i risultati delle parlamentari, giudicando "naturale", il calo del sostegno per Russia unita, che ha perso circa il 20% dei seggi in Parlamento e non ha più la maggioranza dei due terzi che permette di modificare la Costituzione. Il gruppo, ha spiegato Putin, ha scontato le conseguenze della crisi finanziaria globale del 2008, ma resta il primo partito del Paese ed è "molto positivo che abbia preservato la posizione di guida". L'opposizione secondo il premier vuole soltanto cercare di ottenere più potere e cerca ogni modo per farlo, compresi cortei di protesta. "Quando li ho visti in tv ho pensato che fosse parte di una campagna per la prevenzione dell'Hiv e (i manifestanti) si fossero attaccati preservativi alle maniche", ha continuato riferendosi ai nastri bianchi di protesta che i dimostranti si sono attaccati alle giacche.
Non è mancato un attacco al senatore statunitense John McCain, che aveva invitato gli Stati Uniti a relazionarsi con cautela a 'dittatori' come Putin e dopo le contestazioni di Mosca aveva scritto su Twitter: "Caro Vlad, la primavera araba sta arrivando vicino a te". "Ha le mani sporche del sangue di civili pacifici e non può vivere senza scene disgustose e ripugnanti come l'uccisione di Gheddafi", ha accusato Putin, ricordando poi la sua cattura in Vietnam: "Il signor McCain fu catturato e tenuto non solo in prigione, ma in una fossa per diversi anni. Chiunque (al suo posto) sarebbe diventato pazzo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata