Putin firma per annessione Crimea. Alle 12 parla al Parlamento russo

Mosca (Russia), 18 mar. (LaPresse/AP) - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha approvato per decreto e firmato la bozza che prevede l'annessione della Crimea alla Russia. Il documento è stato pubblicato sul sito del governo. Nonostante la firma del documento, Mosca avrebbe ancora spazio di manovra se volesse tornare indietro sulla Crimea. Si tratta infatti solo di uno dei passi necessari a formalizzare l'adesione a Mosca: il trattato di annessione deve ancora essere firmato dai leader di Russia e Crimea, approvato dalla Corte costituzionale russa e poi ratificato dal Parlamento.

Oggi intanto gli occhi sono puntati sull'atteso discorso di Putin al Parlamento russo in seduta congiunta. L'intervento, che sarà trasmesso in televisione a livello nazionale, è previsto per le 15 ora locale (le 12 in Italia). Il leader del Cremlino ha già informato formalmente il governo ed entrambe le Camere del Parlamento della richiesta di adesione da parte della Crimea.

La penisola, finora regione autonoma del sud dell'Ucraina a maggioranza russofona, ha presentato richiesta di adesione a Mosca a seguito del referendum di domenica, nel quale la maggioranza ha votato a favore della secessione dall'Ucraina e dell'annessione alla Russia. Ieri Putin, poche ore dopo che Usa e Russia avevano annunciato sanzioni contro Mosca per il suo intervento in Ucraina, aveva firmato un decreto con il quale riconosceva la Crimea come "Paese sovrano e indipendente". Le truppe russe occupano la penisola di Crimea da oltre due settimane. Nel pomeriggio Putin interverrà davanti al Parlamento russo in seduta congiunta ed è atteso che parlerà dell'annessione della Crimea.

La Crimea è stata parte della Russia dal XVIII secolo fino a quando il leader sovietico Nikita Krusciov la trasferì all'Ucraina nel 1954. Sia i russi, sia la maggioranza russofona della Crimea, considerano l'annessione come la correzione di un'offesa storica. I disordini in Ucraina sono cominciati dopo che il 21 novembre l'allora presidente Viktor Yanukovych annunciò di non volere più firmare l'accordo di associazione con l'Ue per privilegiare le relazioni con la Russia; la situazione è poi peggiorata dopo la fuga di Yanukovych in Russia alla fine di febbraio.

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