Putin: Annessione Crimea pianificata prima di referendum

Mosca (Russia), 9 mar. (LaPresse/Reuters) - Il presidente russo Vladimir Putin ha ammesso per la prima volta di aver ordinato di pianificare l'annessione della penisola ucraina di Crimea alcune settimane prima del referendum nella regione. L'emittente Rossiya-1 ha trasmesso un breve frammento di un'intervista in cui Putin ha riferito di aver convocato un incontro di emergenza a febbraio dell'anno scorso per discutere della destituzione del presidente ucraino Viktor Yanukovych, avvenuta alcune ore prima. Quest'ultimo fuggì nella città di Donetsk, nell'est dell'Ucraina, a seguito delle proteste antigovernative.

Senza un intervento, Yanukovych "sarebbe stato semplicemente annientato - ha affermato Putin - e noi ci preparammo per portarlo fuori da Donetsk via terra, via mare e per via aerea. Questo avvenne nella notte tra il 22 e il 23 febbraio. Finimmo verso le 7 di mattina. E, mentre ci stavamo salutando, dissi a tutti i colleghi: 'Dobbiamo iniziare a lavorare sul ritorno della Crimea alla Russia'". Finora il Cremlino aveva sostenuto che la decisione di annettere la Crimea fosse stata presa al seguito del referendum, che si tenne il 16 marzo del 2014. Negli ultimi mesi Putin ha cambiato la sua versione degli eventi. Inizialmente aveva smentito che i soldati russi avessero garantito la sicurezza durante il referendum, ma poi ha ammesso che erano state dispiegate delle forze speciali.

I militari russi che avevano partecipato all'operazione hanno ricevuto medaglie con la scritta 'Per aver restituito la Crimea', datate 20 febbraio, ossia prima della destituzione di Yanukovych. Il mese scorso il giornale russo Novaya Gazeta aveva pubblicato un documento che sarebbe stato presentato all'ufficio del presidente tra il 4 e il 12 febbraio dell'anno scorso, in cui era illustrato un piano mirato ad annettere la Crimea e l'est dell'Ucraina. Il Cremlino aveva definito assurde le rivelazioni del giornale.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata