Primo maggio, 3 agenti feriti a Parigi. Istanbul, fermati in 165
In Francia un poliziotto è grave per le ustioni riportate. In Turchia il corteo si dirigeva verso piazza Taksim

Disordini al corteo del 1° maggio a Parigi, che si è svolto sotto rigide misure di sicurezza con oltre 9mila agenti dispiegati fra polizia, gendarmeria e militari. La marcia è partita poco dopo le 14.30 da place de la Republique, diretta verso Place de Nation passando per la Bastille: in coda si sono posizionati i manifestanti anti Front national di Marine Le Pen, mentre vicino alla testa del corteo ci sono degli anarchici e da qui sono partiti, secondo quanto riporta Le Parisien, lanci di bottiglie contro gli agenti. Bfmtv riferisce che le forze dell'ordine hanno risposto ai lanci di bottiglie e molotov con l'uso di lacrimogeni e hanno isolato dal corteo circa 150 persone che erano incappucciate. Feriti tre agenti di polizia, uno dei quali ha riportato gravi ustioni. Gli scontri sono avvenuti all'altezza di Bastille. All'inizio della manifestazione una persona è stata fermata perché portava con sé un'arma, di cui non viene precisato il tipo.

Marine Le Pen su Twitter è intervenuta per esprimere la propria solidarietà ai poliziotti feriti: "Sono questo caos e questo lassismo che non voglio più nelle  nostre strade", ha scritto. I sindacati francesi celebrano questo 1° maggio con posizioni divise a proposito delle elezioni presidenziali di domenica prossima: i riformisti hanno chiesto esplicitamente il voto per Macron in funzione anti Le Pen, ma quelli più a sinistra non vogliono essere associati al programma liberista di Macron, che criticano. In particolare Cgt e Fo, pur manifestando la propria forte opposizione a Le Pen, hanno mostrato resistenze a chiedere l'appoggio a Macron, seguendo la linea di Jean-Luc Mélenchon, candidato della sinitra radicale al primo turno che non è riuscito a passare al secondo. Sono questi sindacati che hanno sfilato a Parigi a partire da Place de la Republique verso Place de la Natione, passando per Bastille.
 

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