Pistorius, difesa chiama a testimoniare l'agente del corridore

Pretoria (Sudafrica), 1 lug. (LaPresse/AP) - Oscar Pistorius stava progettando di fare un viaggio all'estero con la fidanzata Reeva Steenkamp nei giorni precedenti al 13 febbraio 2013, quando uccise la donna sparandole mentre era chiusa in bagno. Lo ha dichiarato in tribunale Peet van Zyl, l'agente del corridore paralimpico e olimpico, chiamato sul banco dei testimoni dagli avvocati della difesa. Pistorius è a processo per l'omicidio premeditato di Steenkamp, sebbene lui sostenga di avere ucciso la donna per errore pensando che fosse un intruso. La procura afferma invece che Steenkamp venne uccisa al termine di un'accesa lite con Pistorius. Se condannato, l'atleta rischia una condanna massima di 25 anni di prigione.



Pistorius, ha testimoniato van Zyl, stava progettando di portare Steenkamp in Brasile e Regno Unito, dove avrebbe gareggiato, e in Italia per vedere un concerto. L'agente ha poi dichiarato che Pistorius ha "un elevato senso di consapevolezza" e spesso è apparso preoccupato per la propria sicurezza. In un'occasione, ha ricordato, l'atleta guidò in modo molto veloce per raggiungere un aeroporto e, quando gli fu ricordato che non c'era fretta, ricordò a van Zyl che nel 2007 lui stesso era stato fermato in auto sotto minaccia di una pistola. "Voleva essere certo che fossimo al sicuro e nessuno ci seguisse", ha detto van Zyl. L'agente ha ricordato un altro episodio in cui Pistorius a New York lo prese per un braccio spaventato da un forte rumore e ha citato altre due occasioni in cui il corridore perse la calma a causa delle "domande offensive" dei giornalisti, senza però diventare violento.

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