Pistorius ad amico: Ho ucciso Reeva. In casa una mazza insanguinata

Johannesburg (Sudafrica), 17 feb. (LaPresse/AP) - "La mia baba, ho ucciso la mia baba. Dio portami via". Così Oscar Pistorius avrebbe confessato l'omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, parlando al telefono con l'amico Justin Divaris, alle 3.55 di mattina dello scorso maledetto giovedì, pochi minuti dopo aver sparato alla ragazza. È quanto scrive il quotidiano Mail Online, che riporta il racconto dell'amico del campione sudafricano: "Gli ho risposto: 'Di cosa stai parlando?'. E quindi lui ha ripetuto: 'C'è stato un terribile incidente, ho sparato a Reeva". Nel momento il cui Divaris è giunto a casa di Pistorius, scrive ancora il giornale online, l'atleta paralimpico era già stato portato via dalla polizia. L'amico non ha potuto far altro che vedere la modella coperta da asciugamani e coperte.

MAZZA DA CRICKET INSANGUINATA. Intanto, emergono nuovi elementi della tragedia di San Valentino che ha sconvolto il mondo sportivo sudafricano e non solo. Secondo quanto riporta il giornale sudafricano City Press, nella casa di Pretoria di Pistorius sarebbe stata trovata una mazza da cricket insanguinata. Secondo il giornale, che cita fonti della polizia locale, il cranio della modella 29enne, uccisa da quattro colpi d'arma da fuoco, era sfondato. Gli investigori devono ora capire se la mazza sia stata usata per aggredire la donna o se quest'ultima l'abbia usata per difendersi prima di essere uccisa. Secondo una ricostruzione riportata da City Press, Reeva sarebbe stata colpita una prima volta da uno sparo mentre si trovava in camera da letto, poi si sarebbe chiusa in bagno dove sarebbe stata raggiunta da altri tre colpi. Pistorius, attualmente ancora in custodia, è stato incriminato venerdì per l'omicidio che, secondo la procura, sarebbe stato premeditato.

I FUNERALI DI REEVA. Nel frattempo, proprio oggi, dopo l'autopsia, il corpo di Reeva Steenkamp è rientrato nella sua città natale Port Elizabeth e martedì si terranno i funerali privati. "Reeva è tornata a casa", ha commentato brevemente Adam, il fratello della ragazza. Il corpo, fa sapere la famiglia, sarà cremato dopo una cerimonia chiusa al pubblico e ai media nella città sulla costa sudafricana. Sempre martedì, Pistorius dovrebbe comparire in tribunale a Pretoria per una nuova udienza che dovrà decidere sul suo rilascio su cauzione. Ieri notte, il volto sorridente della modella è comparso in televisione dopo che l'emittente Sabc ha deciso di mandare in onda, nonostante il decesso, la prima puntata del reality show di cui la ragazza era protagonista.

AGENTE: GRANDE SOSTEGNO DEI FAN. E mentre il mondo ancora piange Reeva, l'agente di Pistorius, Peet van Zyl, si è recato a fargli visita nella stazione di polizia dove è in custodia. Oscar, ha spiegato, sta ricevendo un "fortissimo sostegno" dai suoi fan, un supporto "su scala davvero globale. Fan sudafricani, internazionali, da tutto il mondo". L'agente non ha voluto tuttavia raccontare nulla per quanto riguarda lo stato di salute e mentale dell'atleta. "Non commenterò niente, se non ciò che riguarda la sua carriera atletica", ha dichiarato, aggiungendo: "Ovviamente dal punto di vista di un manager e di un amico è una circostanza tragica e noi possiamo solo dare a Oscar il nostro sostegno".

IL FUTURO DI PISTORIUS: SPORT E SPONSOR. Intanto il manager del campione sudafricano fa sapere di aver cancellato tutti gli impegni sportivi a tempo indefinito, mentre per ora sembrano salvi i contratti con gli sponsor, tra cui Nike e il produttore di occhiali Oakley. Una situazione che tuttavia potrebbe cambiare a seconda di come si evolverà il caso giudiziario nel confronti dell'atleta. Gli sponsor, spiega ancora il manager, "si sono detti lieti di lasciare che il processo legale faccia il suo corso, prima di procedere a qualsiasi cambiamento nella loro posizione". Durante la visita in carcere, Van Zyl spiega infine di aver parlato con Pistorius "della sua carriera e dei piani" sportivi riguardanti "i campionati del mondo di atletica a Mosca, come principale obiettivo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata