Peter Higgs e 12 premi Nobel in campo contro la Brexit
Gli studiosi mettono in guardia dai rischi per la scienza britannica rappresentati da un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione europea

Il fisico Peter Higgs e altri dodici premi Nobel mettono in guardia dai rischi per la scienza britannica rappresentati da un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione europea. A firmare una lettera aperta pubblicata dal Telegraph, insieme a Higgs (fisico che ha ipotizzato per primo l'esistenza del bosone che porta il suo nome), scienziati del calibro di Martin Evans, premiato per le sue ricerche sulle cellule madri, Andre Geim, insignito per essere riuscito a descrivere la struttura del grafene, e Paul Nurse, premiato per il suo lavoro sulle cellule.

"La prospettiva di perdere i finanziamenti europei per la ricerca è un rischio fondamentale per la scienza del Regno Unito", segnalano i premi Nobel nel testo. Per il gruppo di ricercatori, le dichiarazioni per cui il governo britannico dovrebbe compensare la perdita di finanziamenti comunitari con nuovi fondi per la scienza sono "ingenue e compiacenti".  "La scienza avanza grazie alla permeabilità delle idee e delle persone, fiorisce in ambienti di intelligenza condivisa che riducono al minimo le barriere e aprono al libero scambio e alla collaborazione", scrivono gli scienziati sottolineando che l'Unione europea "promuove questo ambiente". Anche la rivista Nature ha pubblicato il 1° aprile un sondaggio secondo cui l'83% degli scienziati britannici ritengono che lasciare il blocco potrebbe danneggiare i programmi di ricerca e che Londra debba mantenere i suoi legami con Bruxelles. La comunità scientifica si è più volta espressa in questo senso: in una lettera pubblicata a marzo dal Times, il fisico Stephen Hawking si è messo a capo di 150 ricercatori per ribadire la loro contrarietà alla Brexit.
 

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