Peta: Basta gare di piccioni viaggiatori, 75% muore

Londra (Regno Unito), 28 mar. (LaPresse/AP) - Nuova battaglia di Peta, questa volta contro le gare dei piccioni viaggiatori. L'organizzazione per la protezione degli animali, People for the Ethical Treatment of Animals, denuncia infatti come le competizioni che arrivano e partono in Regno Unito siano crudeli, macchiate da illegalità e comportino ogni volta la morte del 75% degli uccelli che partecipano. Per questo Peta chiede alla regina Elisabetta di smettere di sostenere la disciplina, considerata sport nel Paese, e di allevare nelle sue proprietà volatili destinati alle gare.

 

Peta spiega di aver condotto una inchiesta sotto copertura nelle gare nel Regno Unito, sul canale della Manica, in Francia e Spagna, scoprendo che il 75% degli uccelli scompare durante le gare, presumibilmente perché muore. Cita un esempio, la gara del 1 settembre 2012 in cui furono liberati 5.500 piccioni a Fougères, in Francia, che dovevano raggiungere una destinazione nel Regno Unito. Ne arrivarono solo 622, molti dei partecipanti provenivano dagli allevamenti della regina. La gara più dura per gli animali, spiega Peta, è però la Barcelona International race, che inizia in Spagna e in cui i piccioni devono volare tra 650 e 900 miglia per arrivare nel Regno Unito. Oltre ai pericoli della gara, gli uccelli subiscono anche un trasporto in gabbia che dura fino a sette giorni, con rischi anche legati a contagi di malattie.

 

Anche per gli animali che riescono a sopravvivere, tuttavia, il lieto fine non è assicurato. Molti allevatori infatti, quando non li tengono per la riproduzione, li uccidono spezzando loro il collo, annegandoli o soffocandoli con gas di scarico. In un video diffuso da Peta, un allevatore statunitense afferma che per chi partecipa alle gare "la prima cosa da fare è imparare a uccidere i volatili". Se un piccione vive normalmente sino a 20 anni, la vita media per quelli che gareggiano scende a 4 anni. Gli animalisti spiegano di aver scritto alla regina, chiedendole di ritirare il proprio sostegno alla britannica Royal Pigeon Racing Association e di smettere di allevare centinaia di piccioni destinati alle gare nella proprietà di Sandringham, nell'est del Paese. Oggi Buckingham Palace non ha voluto commentare.

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