Pedofilia, in Irlanda il Papa incontrerà le vittime del clero
Il viaggio di due giorni il 25 e 26 agosto: 39 anni dopo quello di Giovanni Paolo II. In questi anni il Paese ha legalizzato le nozze gay e l'aborto

Storico viaggio di Papa Francesco in Irlanda, in occasione dell'Incontro mondiale delle Famiglie. Sabato il Papa partirà per una visita di due giorni. Il Pontefice incontrerà le vittime degli abusi di alcuni religiosi. La piaga della pedofilia è una ferita aperta che taglia la Chiesa da Est a Ovest nel mondo e alla quale Bergoglio non si sottrae.

Trentanove anni dopo la visita di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1979, Francesco troverà il piccolo Paese cattolico attraversato da una vera e propria rivoluzione culturale: già tre anni fa furono legalizzate, dopo un referendum, le nozze gay. Quest'anno l'isola ha vissuto la storica legalizzazione dell'aborto. E il motivo principale della visita è quello di prendere parte all'Incontro Mondiale delle Famiglie a Dublino (21-16 agosto), in cui di certo il Papa avrà modo di confrontarsi con questi temi: "Uniamoci in preghiera per tutte le famiglie del mondo, specialmente quelle in difficoltà", ha twittato all'apertura dei lavori.

Il Papa sarà attento a non far passare in secondo piano il tema delle famiglie, ma sarà difficile visti i fari puntati sul dramma pedofilia, in Irlanda alti da anni. Nel 2011, in era Ratzinger, la tensione tra Santa Sede e l'isola cattolica divenne tale che Dublino chiuse l'ambasciata in Vaticano, riaperta poi nel 2014, sotto il pontificato di Bergoglio. Una decisione clamorosa, motivata ufficialmente da problemi economici legati alla crisi, anche se, qualche mese prima della chiusura, il Vaticano richiamò a Roma il nunzio a Dublino per 'consultazioni'. La vera pietra dello scandalo fu un dossier sulla diocesi di Cloyne, che fece luce sugli abusi di 19 preti pedofili tra il 1996 e il 2009 con 40 vittime accertate e sui loro insabbiamenti, chiamando in causa il vescovo John Magee, ex segretario di tre Papi.

È firmata il 20 agosto una lunga lettera ai fedeli, al popolo di Dio, che Francesco ha scritto dopo lo scandalo Pennsylvania, ma che è un lucido mea culpa per l'intera storia della Chiesa: "Con vergogna e pentimento ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli", ha scritto il Pontefice. Un appello che ha incoraggiato il lavoro della pontificia commissione per la Tutela dei minori per attuare, nella lotta agli abusi sessuali, "la tolleranza zero" e implementare "i modi per chiamare alle loro responsabilità tutti coloro che commettono o coprono questi crimini".

"In tutti i viaggi dove è presente la realtà degli abusi il Papa incontra sempre le vittime. Saranno poi loro a decidere cosa raccontare dell'incontro. Al lui interessa ascoltarle", ha spiegato il portavoce della Santa Sede, Greg Burke. Non si sa ancora se le incontrerà il sabato o la domenica, in quanti saranno e che storie hanno alle spalle. Si sa però che il Papa si raccoglierà in preghiera, nella St Mary's Pro-Cathedral, davanti a una lampada che le commemora tutte. Ed è molto probabile che il Pontefice farà riferimento, in uno dei sei discorsi che terrà in pubblico, al dramma della pedofilia.

Durante la visita, Bergoglio ha scelto di rendere omaggio anche al venerabile Matt Talbot, che da alcolizzato cronico riuscì a tirarsi fuori dal degrado grazie alla fede cattolica. Dopo la sua morte, avvenuta il 7 giugno 1925, fu sepolto come qualsiasi cristiano, ma già nelle settimane successive la sua tomba diventò meta di pellegrinaggi spontanei, soprattutto di chi stava cercando di percorrere la strada di liberazione da qualsiasi forma di vizio. Nel 1975, di Matt Talbot la Chiesa ha riconosciuto l'eroicità delle virtù e gli ha attribuito il titolo di venerabile, mentre al suo nome sono state intitolate tante opere per la prevenzione e la disintossicazione di alcolisti e drogati. 

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