Parigi, corteo contro nozze gay finisce con scontri: 100 arresti

Parigi (Francia), 26 mag. (LaPresse) - Oltre un milione di persone per gli organizzatori, 150mila per la polizia. Sono le stime della partecipazione alla manifestazione che si è svolta oggi a Parigi contro il 'matrimonio per tutti', diventato un diritto con l'approvazione della legge che ha legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. Nel timore di violenze, il governo ha schierato circa 5mila agenti. E gli scontri ci sono stati, dopo un primo momento di tensione quando una ventina di militanti di estrema destra aveva occupato una sede del Partito socialista, poi sgomberata dalla polizia. Dopo che i diversi cortei sono confluiti nella tappa finale, la spianata des Invalides, centinaia di persone, in gran parte giovani e militanti di estrema destra, hanno attaccato la polizia lanciando sassi e bottiglie. Cento gli arresti.

Quattro cortei sono partiti da diversi punti della città, tre organizzati dal collettivo 'Manif pour tous' e uno dall'istituto Civitas, per poi confluire nella spianata des Invalides, sotto lo stretto controllo della polizia in assetto antisommossa. Il timore di disordini provocati da gruppi di estrema destra era alto, tanto che il ministro dell'Interno, Manuel Valls, aveva invitato le famiglie con bambini a non partecipare alla manifestazione. Invito però accolto solo in parte, perché nelle strade della capitale le famiglie sono numerose. Tra i politici presenti in strada anche il leader del partito Ump, Jean-François Copé, che ha detto: "La legge è stata votata, ma questo non ci impedisce di prepararci per il futuro".

Nel corteo i partecipanti hanno mostrato cartelloni denigratori del presidente François Hollande, che ha fortemente spinto per la legge, e bandiere su cui sono disegnate famiglie composte da genitori di sesso diverso e slogan a favore della famiglia 'tradizionale'. Ma tra i manifestanti c'erano anche asini con cartelli sulla schiena con scritte come 'Sono un asino: ho votato Hollande' e striscioni con lo slogan 'Non voglio che mia madre si chiami Roberto...'.

Un momento di tensione si è verificato quando una ventina di militanti di estrema destra del gruppo Generazione identitaria ha fatto irruzione nella sede del Partito socialista di rue de Solferino. I manifestanti sono saliti su una balconata e hanno esposto un grande striscione con la scritta 'Hollande dimissioni', invitando il presidente a lasciare l'incarico. Sul posto sono intervenuti gli agenti in assetto antisommossa, che hanno messo fine alla breve occupazione della sede, lanciando anche gas lacrimogeni.

Più tardi, quando i cortei sono confluiti nella spianata des Invalides, si sono verificati gli scontri più gravi che hanno portato all'arresto di cento estremisti di destra. Secondo quanto riporta Liberation, mentre la folla si disperdeva centinaia di persone hanno urlato slogan con cui chiedevano le dimissioni del presidente Hollande, protestavano per la "dittatura socialista" e accusavano i giornalisti di essere "collaboratori". Hanno lanciato petardi e bottiglie contro gli agenti in assetto antisommossa, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Anche troupe televisive sono state aggredite e insultate. I giovani, riporta Liberation sul suo sito web, sembra avessero organizzato di dare il via ai disordini, perché avevano con sé caschi da moto e foulard per proteggersi da eventuali gas lacrimogeni. Tra le centinaia di persone che hanno dato il via alle tensioni tuttavia, si legge, c'erano anche uomini 40enni e 50enni con la testa rasata, muniti di guanti, caschi, sciarpe. Il ministro dell'Interno, Manuel Valls, aveva fatto sapere che il timore di disordini alla fine della manifestazione era alto: "La polizia sarà estremamente vigile al momento della dispersione e nelle ore seguenti".

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