Papa Francesco benedice Xi Jinping. Pechino: Impegno per dialogo

Pechino (Cina), 15 ago. (LaPresse/AP) - Durante il volo che lo ha portato a Seul, Papa Francesco ha inviato un telegramma a Pechino esprimendo benedizione e preghiere per il presidente Xi Jinping e per il popolo cinese. Il ministero degli esteri cinesi ha risposto con una dichiarazione nella quale ricorda il proprio impegno a stabilire un "dialogo costruttivo" e a rafforzare i legami col Vaticano.

Il protocollo vaticano in effetti richiede al Papa di mandare durante il volo telegrammi ai capi di Stato dei Paesi dei quali entra nello spazio aereo. In genere non fanno notizia. In questo caso invece si è trattato di un scambio importante, dal momento che l'ultima volta che un Papa chiese di passare sullo spazio aereo cinese, nel 1989, Pechino rifiutò.

I cattolici cinesi ora sperano che la visita del Papa in Corea del Sud possa avere un effetto positivo anche sulle relazioni tra il Vaticano e Pechino. La cosa però non appare così scontata. I media cinesi non hanno riportato nulla della visita di Papa Francesco a Seul e le autorità stanno cercando di impedire ai cattolici cinesi di partecipare alle celebrazioni, minacciando misure punitive. Oggi fedeli e religiosi sono accorsi in massa alla più antica chiesa di Pechino. Alcuni hanno espresso la speranza di poter assistere a una visita del pontefice anche a Pechino.

Lo scambio legato al telegramma di Papa Francesco, comunque, rappresenta "un passo avanti nella comunicazione tra i due Paesi", ha spiegato il segretario generale della diocesi di Pechino, padre Mathew Zhen Xuebin. La Cina infatti tagliò le relazioni con il Vaticano nel 1951. L'ideologia rigidamente atea del partito comunista impediva di riconoscere l'autorità del pontefice. Da allora le fedi religiose furono perseguitate in Cina fino al ripristino di un certo grado di libertà religiosa alla fine degli anni '70, quando furono liberati i preti incarcerati.

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