Panama Papers, padre Cameron chiese parere su paradisi fiscali
Secondo il Guardian, Ian Cameron voleva trasferire la sua società per eludere il fisco britannico

Ian Cameron, il padre del premier britannico, David Cameron, aveva chiesto un parere legale su quali fossero i migliori paradisi fiscali per trasferirvi la sua società Blairmore Holdings In eludendo così il fisco britannico. È questa l'ultima rivelazione del Guardian sul caso 'Panama papers'. Secondo il quotidiano britannico, che ha avuto accesso ai documenti, nel marzo 2008 Ian Cameron contattò lo studio legale di Londra Simmons & Simmons per conoscere i vantaggi e gli svantaggi di spostare la società con sede a Panama alle isole Cayman o alle Bermuda. 

Il padre del premier britannico, morto nel 2010, risulta essersi avvalso dello studio legale panamense Mossack Fonseca per proteggere Blairmone, il fondo di investimento di cui era direttore, dal fisco britannico. L'azienda si trasferì poi in Irlanda nel 2012, altro paradiso fiscale che offre diversi vantaggi alle aziende off-shore, secondo quanto riferisce il Guardian. 
Il trasferimento di Blairmore sull'isola avvenne nello stesso mese in cui Cameron, che nel frattempo era diventato premier, condannò l'evasione fiscale definendola una pratica "moralmente sbagliata". 

Nei documenti di Panama Papers si evidenzia che i direttori generali di Blairmore volevano evadere i propri obblighi con il fisco del Regno Unito già quando Cameron era leader del partito dei Conservatori, nel dicembre 2005. Secondo quanto riporta il Guardian, in 30 anni il fondo di investimenti creato nel 1982 con l'aiuto di Ian Cameron non ha mai versato una sola sterlina nelle casse del Paese.

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