Panama Papers, Cina censura diffusione delle informazioni
I media di Stato della Repubblica Popolare hanno largamente evitato di diffondere le notizie

La Cina limita la diffusione delle notizie sui Panama Papers, i documenti trapelati da uno studio legale panamense e rivelati dai media internazionali a proposito di 214mila società offshore. Tra queste ultime, riferiscono i documenti, alcune sono legate alle famiglie del presidente cinese Xi Jinping e ad altri attuali e passati alti esponenti politici del Paese. Mentre Pechino non ha risposto pubblicamente, i media di Stato hanno largamente evitato di diffondere le notizie. Digitando la parola 'Panama' sui motori di ricerca cinesi si trovano storie sui media sull'argomento, ma molti link sono stati disabilitati oppure si aprono soltanto su articoli che riguardano personaggi sportivi.

 

Cercando l'espressione 'Panama Papers' in cinese si ottiene un avviso del fatto che si potrebbe incappare in informazioni "che potrebbero non essere in linea con le leggi e le regole in vigore, quindi potrebbero non essere visualizzate". L'autorità per il controllo di internet di Pechino non ha risposto alle richieste di chiarimenti in merito. Intanto però il Global Times, influente tabloid pubblicato dal People's Daily del Partito comunista, suggerisce in un editoriale che i media occidentali sostenuti da Washington abbiano usato la fuga di notiizie per attaccare obiettivi politici nei Paesi non occidentali.

 L'articolo, nelle edizioni in inglese e cinese, non fa alcun riferimento alle connessioni di esponenti cinesi con i Panama Papers. In Cina è in corso una campagna di repressione della corruzione, guidata dal presidente Xi, ma il governo è più volte stato accusato del fatto che si tratti più che altro di una mossa politica legata a lotte di potere interne.

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