Pakistan, ucciso numero due della Rete Haqqani in attacco drone Usa

Khar (Pakistan), 25 ago. (LaPresse/AP) - Il Pakistan sta indagando che il figlio del fondatore della potente Rete Haqqani, il gruppo di insurrezionalisti islamici vicino ai talebani accusato di attacchi di alto profilo e di rapimenti in Afghanistan, sia stato ucciso da un attacco drone statunitense. Se confermata, la morte di Badruddin Haqqani, descritto come il comandante delle operazioni quotidiane della Rete, segnerebbe un duro colpo per l'organizzazione fondata da suo padre, Jalaluddin Haqqani, che viene considerata dagli Stati Uniti un potente nemico nel vicino Afghanistan.

Due funzionari dell'intelligence pakistana hanno affermato di essere certi al 90% che Badruddin sia stato ucciso martedì scorso nel nord Waziristan nel corso di un attacco missilistico americano. Le loro informazioni si basano su segnalazioni ricevute da loro agenti sul campo, ma hanno ammesso di non aver parlato con nessuno che abbia visto il corpo.

Un alto comandante talebano ha confermato che Badruddin è stato ucciso nell'attacco drone. Non c'è stata alcuna conferma indipendente e gli Stati Uniti non commentano pubblicamente il controverso programma drone, che è ampiamente osteggiato dai pakistani ed è stato fonte di tensioni con Islamabad. Tutte le fonti hanno parlato in condizione di anonimato a causa della delicatezza della notizia.

Badruddin è considerato un elemento vitale della struttura di Haqqani e si ritiene che abbia svolto un ruolo attivo in rapimenti, estorsioni e operazioni in Afghnanistan. Il Dipartimento di Stato americano ha identificato Badruddin, insieme al padre e ai fratelli Nasiruddin e Sirajuddin come terroristi. Badruddin in particolare, secondo il Dipartimento, è a capo del Miram Shah Shura, un gruppo che controlla tutte le attività della Rete Haqqani e gli attacchi coordinati nel sud-est dell'Afghanistan. Secondo l'esperto del Pakistan al Consiglio sulle relazioni estere Daniel Markey sostituirlo sarebbe un'impresa, benché non impossibile. "La questione sarebbe trovare qualcuno altrettanto fidato e ben piazzato, che avesse forgiato altrettante connessioni di lunga durata e avesse il suo stesso tipo di pedigree - ha detto - se è vero si tratta di un grande colpo, ma non li metterà fuori gioco".

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