Pakistan, scontri a Islamabad: parlamento convoca seduta di emergenza

Islamabad (Pakistan), 2 set. (LaPresse/AP) - Il parlamento pakistano ha convocato una riunione di emergenza sulla crisi politica che nelle ultime due settimane ha provocato proteste e scontri nella capitale Islamabad. La sessione straordinaria di oggi, che vede riunite entrambe le camere, l'Assemblea nazionale e il Senato, è un tentativo del premier Nawaz Sharif di ottenere il sostegno politico necessario. I manifestanti, infatti, scesi in piazza dal 14 agosto sotto la guida dei due leader dell'opposizione, il politico Imran Khani e il religioso Tahir-ul-Qadri, chiedono le dimissioni del premier accusato di aver vinto le elezioni del 2013 grazie a brogli. Sharif ha sempre dichiarato di non avere intenzione di dimettersi e ha deciso di riunire le due camere dopo che gli scontri del fine settimana hanno causato la morte di tre manifestanti. Oltre 400 i feriti.

Migliaia di manifestanti, che hanno sfondato le recinzioni che circondano il parlamento, sono accampati sul prato di fronte al palazzo e hanno occupato Constitution Avenue, che costeggia le sede delle principali istituzioni del Paese, compresa la Corte Suprema e l'ufficio del prio ministro. Il ministro dell'Interno Chaudhry Nisar Ali Khan si è scagliato contro i manifestanti durante il discorso di apertura della sessione, mentre Sharif sedeva silenzioso al sua fianco. "Si tratta di una rivolta contro il Pakistan. Sono finti rivoluzionari, e sono terroristi", ha dichiarato. Non è chiaro se Sharif, che ha più volte dichiarato di non dimettersi, parlerà oggi.

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