Pakistan, Musharraf in tribunale: in custodia fino al 4 maggio

Islamabad (Pakistan), 20 apr. (LaPresse/AP) - Il generale Pervez Musharraf, ex presidente del Pakistan, è comparso oggi alla corte anti-terrorismo di Islamabad circondato da un ampio cordone di sicurezza. Ieri era stato preso in custodia nella sua casa della capitale dove si era nascosto dopo che il tribunale ha ordinato il suo arresto per la decisione risalente al 2007 di sospendere la Costituzione, dichiarare lo stato di emergenza e sospendere i giudici della Corte suprema.

Secondo quanto riferisce il suo avvocato Malik Wamar Afzal, Musharraf rimarrà in carcere fino alla prossima udienza fissata al 4 maggio, davanti alla corte anti-terrorismo. La decisione del giudice è confermata anche da un ufficiale giudiziario rimasto anonimo. I suoi legali stanno cercando di far sì che la tenuta di Musharraf alla periferia di Islamabad venga dichiarata sub-carcere secondo il sistema legale del Pakistan, il che permetterebbe al generale di rimanere sostanzialmente agli arresti domiciliari.

Al momento di entrare in aula, il generale era circondato da un ampio cordone di sicurezza, con agenti della polizia e del corpo paramilitare. Fuori dall'edificio invece si sono radunati sostenitori e oppositori. Un gruppo di avvocati vestiti con il tradizionale abito nero e camicia bianca hanno cantato: "Chiunque sia amico di Musharraf è un traditore". Il generale ritiene che le accuse nei suoi confronti siano motivate politicamente. "Queste accuse - ha scritto ieri in un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook - sono politicamente motivate e le combatterò nelle aule del processo, dove la verità alla fine vincerà".
Musharraf prese il controllo del Pakistan con un colpo di Stato nel 1999 quando era a capo dell'esercito ed è rimasto capo di Stato fino al 2008. È tornato nel Paese dopo quattro anni di esilio il mese scorso, nonostante le minacce di morte dei talebani e il rischio di essere perseguito dalla giustizia, con l'intenzione di candidarsi alle elezioni del prossimo 11 maggio. La sua candidatura è stata tuttavia respinta in tutte le circoscrizioni in cui si era presentato. Il suo arresto rappresenta un importante atto in Pakistan, dove da sempre gli alti ufficiali dell'esercito godono di un'alta impunità. L'esercito è considerato l'istituzione più potente del Paese.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata