Pakistan: Leggi vietino di insultare Maometto

Peshawar (Pakistan), 21 set. (LaPresse/AP) - Il primo ministro pakistano, Raja Pervaiz Ashraf, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché approvi una legge per vietare gli insulti contro Maometto. "Un attacco al profeta - ha dichiarato - è un attacco alle credenze più profonde di un miliardo e mezzo di musulmani". Intanto, nel giorno delle preghiere per i musulmani, anche in Pakistan come in numerosi altri Paesi sono in corso le manifestazioni contro il film 'Innocence of Muslims' e le vignette satiriche del settimanale francese Charlie Hebdo. A Peshawar una persona è rimasta uccisa durante le proteste, quando la polizia ha sparato sulla folla.

Ashraf si è anche unito al leader supremo iraniano Ali Khamenei nel fare riferimento alle restrizioni alla libertà di espressione già in vigore in alcuni Paesi. "Se negare l'Olocausto è un crimine, allora non vi sembra giusto e legittimo per un musulmano chiedere di rendere crimine il denigrare e umiliare la personalità più sacra dell'islam?", ha chiesto il premier pakistano. Ashraf ha parlato a una conferenza con studiosi religiosi e diplomatici internazionali in corso a Islamabad. La negazione dell'Olocausto è un crimine in Germania, Francia e altri Paesi, ma non negli Stati Uniti.

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