Pakistan, folla assalta casa premier a Islamabad: 3 morti, 400 feriti

Islamabad (Pakistan), 31 ago. (LaPresse/AP) - Migliaia di manifestanti anti-governativi hanno cercato di assaltare la residenza ufficiale del primo ministro del Pakistan, Nawaz Sharif, scatenando scontri con la polizia nella capitale Islambad che ha ucciso tre persone e ne ha ferite quasi 400. Lo rende noto la polizia locale. I manifestanti, sotto la guida dei leader dell'opposizione, il politico Imran Khan e il religioso Tahir-ul-Qadri, all'alba di oggi si sono diretti verso la residenza del premier nella capitale.

Quando la folla, nella notte, ha iniziato a rimuovere i container utilizzati dalle forze dell'ordine come barricate, la polizia ha sparato gas lacrimogeni che hanno costretto i dimostranti a indietreggiare. Le autorità hanno spiegato che gli agenti non hanno avuto altra scelta che usare la forza. Decine di dimostranti avevano in mano martelli e spranghe di ferro con cui avevano già distrutto le recinzioni che circondavano la sede del parlamento a Islamabad, consentendo ad altre centinaia di persone di entrare nella cosiddetta Zona Rossa, che ospita le ambasciate straniere, il Parlamento, gli uffici governativi e le residenze del presidente e del premier.

All'alba di oggi, la folla ha cercato di farsi strada attraverso il pesante dispiegamento delle forze di polizia e le barricate per cercare di raggiungere la residenza del premier. La polizia ha rafforzato le proprie linee e ha risposto con il lancio di lacrimogeni. Quasi 400 persone, tra cui donne, bambini e poliziotti, sono stati ricoverati negli ospedali locali per ferite provocate da proiettili, gas lacrimogeni, manganelli e proiettili di gomma, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie. Una persona è annegata in un fosso mentre cercava di proteggersi dal lancio dei lacrimogeni, mentre altri due sono morte per le ferite riportate. Dalle prime testimonianze, la polizia ha anche picchiato i giornalisti locali che seguivano le proteste con manganelli, ferendone alcuni. Il ministro dei Trasporti, Saad Rafiq, è dovuto intervenire per fermare l'assalto della polizia e ha fatto sapere di voler chiedere al governo di indagare sul comportamento degli ufficiali.

Le proteste nella capitale durano da due settimane da quando i leader dell'opposizione hanno chiamato a raccolta i loro sostenitori per chiedere le dimissioni del premier. Sharif è infatti accusato da Khan e Qadri di aver vinto le elezioni del 2013 grazie a brogli. I manifestanti sono accampati di fronte al parlamento da 15 giorni dopo la grande marcia del 14 agosto che li ha portati da Lahore fino alla capitale. Nonostante la mediazione dell'esercito, il premier ha sempre rifiutato di dimettersi. I due leader hanno partecipato alle proteste della notte, trascorrendo il tempo nelle tende piazziate di fronte al parlamento. Khan ha definito le azioni della polizia contro i manifestanti "un atto illegale", mentre Qadri ha riferito di essere stato sveglio tutta la notte pregando e monitorando la situazione. Anche ieri Sharif ha giurato di non volersi dimettere, ma le violenze stanno seriamente minando la sua autorità.

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