Pakistan, elezioni segnate da attacchi, Sharif torna al governo

Islamabad (Pakistan), 11 mag. (LaPresse/AP) - Il Pakistan sembra cambiare rotta. Al termine della giornata di elezioni generali, in cui diversi attacchi hanno scosso il Paese provocando almeno 29 morti, i risultati parziali diffusi dalla tv di Stato danno vincitore il partito dell'ex premier Nawaz Sharif, la Lega musulmana pakistana (Pml-N). Sharif ha rivendicato la vittoria. I due favoriti nel voto di oggi erano proprio Sharif e l'ex stella del cricket Imran Khan, che guida il partito Pakistan Tehreek-e-Insaf. La serie di attentati non ha però scoraggiato gli elettori e l'affluenza sembra sia stata alta. I risultati ufficiali sono attesi fra domenica e lunedì.

LA VITTORIA DI SHARIF. La sfida si è giocata principalmente fra l'ex stella del cricket Imran Khan e il due volte primo ministro Nawaz Sharif, leader della Lega dei musulmani. Dopo la diffusione dell'esito parziale che lo da vincitore, Sharif ha tenuto a Lahore un intervento proclamando la propria vittoria, nel quale ha espresso il desiderio di lavorare con tutti i partiti per risolvere i problemi del Paese. "Lancio un appello a tutti a venire a sedersi al tavolo con me in modo che il Paese possa superare questa maledizione dei blackout, dell'inflazione e della disoccupazione", ha detto il leader della Pml-N, il cui nome è collegato al primo test con un'arma nucleare del 1998. Nel 1999 Sharif fu cacciato dal potere da un colpo di Stato militare guidato dall'allora capo dell'esercito, il generale Pervez Musharraf, e trascorse diversi anni in esilio in Arabia Saudita prima di ritornare in patria nel 2007. Nelle elezioni del 2008 il suo partito divenne il secondo dopo il Partito popolare del Pakistan.

IMRAN KHAN, L'EX STELLA DEL CRICKET. Il principale sfidante di Sharif nel voto di oggi era considerato l'ex stella del cricket Imran Khan, che guida il partito Pakistan Tehreek-e-Insaf. Vincitore della coppa del mondo di cricket nel 1992, Khan ha raccolto l'insoddisfazione di molti giovani pakistani, stufi dei politici tradizionali. Secondo alcuni, l'ex atleta potrebbe avere ottenuto più voti del previsto anche dopo la terribile caduta da un montacarichi avvenuta martedì durante un evento elettorale a Lahore. Nell'incidente Khan si è rotto tre vertebre e una costola. È stato portato in ospedale e oggi non ha potuto recarsi a votare nel suo seggio di riferimento. Sharif si è opposto a Khan evidenziando di avere molta più esperienza rispetto all'ex sportivo e puntando sulle promesse mantenute quando era in carica, compresa l'autostrada fra la capitale Islamabad e la sua città natale, Lahore.

Il risultato sarà probabilmente sul filo del rasoio nella provincia del Punjab, la più popolosa del Pakistan, dove Sharif e Khan si sono dovuti confrontare in una serie di ampie manifestazioni ed eventi elettorali per ottenere il sostegno della gente. Isostenitori di entrambi i partiti sono scesi in piazza a Lahore, capitale del Punjab. I pro-Sharif portavano tigri finte, dal momento che la tigre è il simbolo della Lega musulmana.

IL PARTITO POPOLARE. E' atteso invece un risultato scarso per il Partito del popolo, a capo del governo uscente, principalmente per l'insoddisfazione dei cittadini per i continui attacchi dei militanti, l'inflazione in aumento e i frequenti blackout. Il partito, che salì al potere nel 2008 in parte sull'onda emotiva della morte della leader del movimento Benazir Bhutto, ha portato avanti una campagna elettorale spenta. Il figlio di Benazir Bhutto, Bilawal Bhutto Zardari, è ufficialmente il presidente del partito e ci si aspettava che giocasse un ruolo chiave in questo voto, ma è comparso in pochi comizi e oggi era fuori dal Pakistan.

ONDATA DI ATTACCHI. Da stamattina un'ondata di violenze ha attraversato diverse città del Pakistan, lasciando 29 morti. La città più colpita è stata Karachi e diverse sparatorie ed esplosioni si sono verificate fuori dai seggi. Le violenze di oggi proseguono sulla scia degli attentati che si sono susseguiti durante la campagna elettorale, con oltre 130 persone uccise. I talebani pakistani avevano minacciato di prendere di mira i partiti politici e il governo ha dispiegato 600mila agenti in tutto il Paese per garantire la sicurezza proteggendo seggi ed elettori.

ELEZIONI STORICHE. È la prima volta nella storia del Pakistan che ci sarà il passaggio di consegne da un governo civile a un altro esecutivo civile passando per le elezioni. Gli Stati Uniti guardano con attenzione al voto in Pakistan perché fanno affidamento sul Paese, dotato di armi nucleari, per combattere i militanti islamici e negoziare una fine della guerra nel vicino Afghanistan. Ieri intanto, alla vigilia di questo voto storico, Islamabad ha espulso il corrispondente del New York Times, Declan Walsh. In un articolo pubblicato sul suo sito venerdì, il quotidiano spiega che al corrispondente di lunga data è stata consegnata una lettera di due frasi nella quale lo si accusava di non specificate "attività indesiderabili" e gli si ordinava di lasciare il Paese.

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