Poliziotti pakistani davanti alla Corte Suprema a Islamabad
Pakistan, assolta la cristiana Asia Bibi, protestano i fondamentalisti

Il caso della madre cristiana che era stata condannata a morte per blasfemia nel 2010. L'avvocato: "Ha avuto giustizia, ma temiamo i fondamentalisti"

Asia Bibi sarà liberata. La donna cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2010, il cui caso aveva avuto eco internazionale arrivando fino al Vaticano, è stata assolta dalla Corte suprema del Pakistan. La notizia ha scatenato in diverse città del Paese proteste furiose dei fondamentalisti religiosi, che da tempo ne chiedevano l'esecuzione: circa mille manifestanti, armati di mazze, hanno bloccato l'autostrada principale di Islamabad; e barricate sono state issate in diverse strade della città portuale di Karachi, provocando ingorghi.

Già da mercoledì mattina la capitale era sotto rigide misure di sicurezza, con alcune scuole chiuse e posti di blocco in particolare vicino ai quartieri in cui vivono magistrati e diplomatici. "È stata assolta da tutte le accuse", ha dichiarato il giudice Saqib Nisar quando ha annunciato il verdetto. Poi ha comunicato che Asia Bibi, attualmente in carcere a Multan, sarà liberata "immediatamente". L'avvocato di Bibi però, Saif-ul-Mulook, che ha chiamato subito la cliente per darle la notizia dal tribunale, ha precisato che per la scarcerazione potrebbero volerci alcuni giorni, per via delle procedure burocratiche.

"Giustizia è stata fatta", ha commentato. Mentre la donna, incredula al telefono con il suo legale, raggiunta da AFP ha dichiarato: "Sono molto felice. È il giorno più importante e più felice della mia vita". Il problema ancora aperto è che la Corte non ha fatto parola di alcuna misura di sicurezza per proteggere Bibi una volta che sarà libera. Non è dunque chiaro cosa farà la donna. "Asia non può restare in Pakistan con questa legge" sulla blasfemia, aveva detto il marito Ashiq Masih il 13 ottobre, interrogato da AFP in occasione di una visita a Londra alla ong cattolica Aed.

Madre di cinque figli, Asia Bibi era stata condannata alla pena capitale per una disputa che risale al 2009. Allora, quando lavorava in un campo, le era stato chiesto di andare a prendere dell'acqua. Ma alcune donne musulmane con le quali lavorava avevano obiettato sostenendo che una non musulmana non potesse toccare la ciotola dell'acqua; le donne si erano recate allora da un religioso locale e avevano accusato Bibi di blasfemia contro il profeta Maometto, accusa punibile con la morte in base a una legge che risale all'epoca coloniale. Il caso di Asia Bibi aveva suscitato risentimento e tensioni sia a livello nazionale che internazionale. Nel 2010 papa Benedetto XVI aveva chiesto il rilascio della donna, mentre nel 2015 una figlia di lei era stata ricevuta da papa Francesco. Quanto al Pakistan, la storia di questa donna cristiana di origini modeste divide l'opinione pubblica perché si collega all'acceso dibattito relativo alla controversa legge sulla blasfemia. Un ex governatore del Punjab, Salman Taseer, che aveva preso le difese di Asia Bibi, era stato assassinato nel cuore di Islamabad nel 2011 dalla sua guardia del corpo; il responsabile, Mumtaz Qadrim, è stato impiccato all'inizio del 2016. I gruppi per i diritti umani vedono in Asia Bibi un simbolo delle derive della legge sulla blasfemia, che secondo i detrattori viene spesso strumentalizzata per risolvere conflitti personali. Ma il nuovo premier Imran Khan, in campagna elettorale ha dichiarato di sostenere il testo incondizionatamente.

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