Orlando, Obama: Killer guidato da estremisti? Nessuna prova
La sparatoria in club gay con 50 morti è il più grave attentato negli Stati Uniti dopo l'11 settembre

Non sembra siano emerse prove evidenti per affermare che la strage di Orlando sia stata diretta da estremisti né che vi fosse un piano terrorista di ampia scala. Lo ha dichiarato il presidente Usa Barack Obama a seguito di una riunione con i membri della sicurezza nazionale alla Casa Bianca. Ancora una volta, dopo la strage che ha sconvolto una discoteca gay a Orlando, dove sono state uccise una cinquantina di persone, si riapre il dibattito sulle armi negli Stati uniti e sulla necessità di mettere un freno al loro uso.  A caldo Obama aveva dichiarato: "La sparatoria di Orlando ci dice quanto facile sia avere delle armi per fare delle stragi. Dobbiamo decidere se questo è il tipo di Paese che vogliamo".  

ESTREMISMO INTERNO. Secondo il presidente Obama il killer della strage di Orlando, Omar Mateen, sarebbe stato "ispirato da varie informazioni estremista diffuse su internet". Obama ha parlato al termine di un incontro alla Casa Bianca con i membri della sicurezza nazionale e dell'intelligence. Si è trattato, ha sottolineato Obama, di un atto di 'homegrown extremism', di estremismo interno, cresciuto entro i confini nazionali. Secondo le indagini il killer del night club avrebbe frequentato la stessa moschea di Moner Mohammad Abusalha, un attentatore suicida che si è fatto esplodere in Siria nel 2014. 

PEGGIOR ATTACCO TERRORISTICO DA 2001. La morte di 50 persone (49 più il killer) nella sparatoria in un club gay di Orlando, effettuata da un giovane con presunti legami islamisti, è il peggior attacco terroristico negli Stati Uniti dopo l'11 settembre per numero di vittime. Omar Mateen, il 29enne di famiglia afghana identificato come il killer, ha fatto una strage sparando all'impazzata nel locale, uccidendo 49 persone e ferendone altre 53. Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco attraverso l'emittente ufficiale del gruppo jihadista, radio Al-Bayan: "Uno dei soldati del Califfato in America - dice l'annuncio della radio - ha portato a termine un'invasione di sicurezza, riuscendo a entrare a un raduno di crociati in un nightclub per omosessuali a Orlando, in Florida" dove "ha ucciso e ferito oltre cento di loro, prima di essere ucciso". La polizia di Orlando ha confermato che Mateen ha telefonato al 911 giurando fedeltà allo Stato islamico. Secondo il New York Times alcune delle vittime potrebbero essere state uccise da 'fuoco amico'


 

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