Orlando, killer era gay. Moglie indagata perché forse sapeva
Secondo un funzionario di polizia, la donna potrebbe essere stata a conoscenza delle intenzioni del marito

Noor Mateen, la moglie 30enne del killer di Orlando, Omar Mateen, sarebbe indagata per la strage del Pulse club perché potrebbe essere stata a conoscenza delle intenzioni del marito. A riferirlo è Abc News, che cita fonti di polizia, secondo cui la donna però afferma di aver cercato di dissuadere Omar Mateen.

Le forze dell'ordine hanno fatto sapere che la 30enne ha accompagnato Mateen alla discoteca Pulse almeno una volta in passato. La notizia del potenziale coinvolgimento della donna arriva pochi istanti dopo che i medici dell'Orlando Health, dove sono ricoverati diversi feriti, hanno avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe salire.

Il dottor Michael Cheatham - si legge ancora su Abc News - ha informato la stampa che dei 44 pazienti presenti nella struttura, 27 erano ancora in cura. Di questi, sei erano "in condizioni critiche".

Intanto secondo la ex moglie di Mateen, Sitora Yusufiy, il killer sarebbe omosessuale. Lo ha riferito lei stessa in un'intervista alla tv brasiliana Sbt. Inoltre secondo l'attuale fidanzato di lei, Marco Dias, "l'Fbi aveva chiesto alla donna di non dire questo ai media americani". Secondo Sitora Yusufiy, il padre di Mateen lo avrebbe chiamato gay davanti a lei. Le dichiarazioni giungono mentre è emerso che Mateen frequentava il locale gay Pulse, nel quale nella notte fra sabato e domenica ha compiuto il massacro.

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