Open Arms lascia il Mediterraneo centrale: "Ong criminalizzate"
La ong si sposta al largo della Spagna. Con la chiusura dei porti italiani cresce la migrazione verso la penisola iberica

La nave umanitaria Open Arms mette fine ai salvataggi di migranti nel Mediterraneo centrale e si sposta al largo della Spagna. L'imbarcazione è tra quelle che si sono trovate al centro della disputa europea sulla questione migratoria, legata al rifiuto di Italia e Malta di attracco nei loro porti. Nell'estate, ha per tre volte dovuto fare sbarcare i migranti salvati al largo della Libia in lontani approdi spagnoli, cioè Barcellona, Palma di Maiorca e Algesiras. Oggi i barconi che si trovano in difficoltà sulla rotta centrale non possono più contare sui soccorsi dalle organizzazioni umanitarie: "E intanto ora in mare, nel Mediterraneo centrale, non è rimasta nessuna ong", twitta Sea Watch Italy, mentre la nave omonima è bloccata in porto a Malta "senza ragione".

Da lunedì, invece, è a Marsiglia la nave Aquarius, gestita da SOS Méditerranée e Medici senza frontiere, in scalo di durata indeterminata. Dovrà regolare il suo statuto amministrativo legato alla bandiera di Gibilterra, che ha annunciato la revoca del permesso di usarla citando irregolarità. L'Aquarius a giugno è stata costretta a viaggiare da Malta sino a Valencia con 630 migranti a bordo per poterli sbarcare. Mentre proprio oggi i primi 59 di 114 profughi salvati al largo della Libia a metà agosto dalla stessa nave sono arrivati a Parigi, nell'ambito di un accordo internazionale. La nave Lifeline, dell'omonima ong e rimasta ferma in mare per oltre una settimana con 230 persone a bordo, era invece attraccata alla Valletta, dopo che otto Paesi (anche l'Italia) avevano concordato di accogliere i profughi. L'imbarcazione è poi stata sequestrata e tuttora si trova in porto nell'isola.

L'organizzazione Proactiva OpenArms ha motivato con "la criminalizzazione delle ong" la decisione di spostarsi e "unirsi alle operazioni di salvataggio nello Stretto di Gibilterra e nel Mare di Alboran", tra Marocco e Spagna, coordinate dalla guardia costiera spagnola. "Le intense campagne di criminalizzazione" e "l'avvio di politiche disumane hanno provocato non solo la chiusura dei porti di Italia e Malta, ma la paralisi di numerose organizzazioni umanitarie di salvataggio, come pure l'aumento del flusso migratorio verso il sud della Spagna", ha scritto l'ong. Quest'anno la Spagna ha superato l'Italia, diventando la prima porta di accesso all'Europa per chi rischia la vita in mare. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), 28mila persone sono arrivate da gennaio, più del totale arrivato via mare e via terra nel 2017.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata