Onu: In Siria oltre 5mila vittime violenze

New York (New York, Usa), 12 dic. (LaPresse/AP) - Le persone rimaste uccise in Siria a causa della repressione delle rivolte sono oltre 5mila. Lo ha rivelato l'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay. La Pillay ha annunciato il nuovo bilancio ai membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu durante una riunione pomeridiana sulla situazione dei diritti umani nel Paese. L'Alto commissario ha aggiunto che tra le vittime ci sono almeno 300 bambini, mentre altre migliaia di persone sono in carcere. L'ultima volta in cui aveva aggiornato il Consiglio sulla repressione in Siria ad agosto, ha fatto notare la Pillay, le vittime erano 2mila. Dopo il nuovo bilancio, la Pillay ha nuovamente chiesto al Consiglio di sicurezza di deferire la Siria alla Corte penale internazionale per presunti crimini contro l'umanità.

L'annuncio dell'Alto commissario per i diritti umani "sottolinea l'urgenza del momento attuale", ha detto Susan Rice, ambasciatrice statunitense all'Onu. "Dopo le condanne emesse dall'Assemblea generale delle Nazioni unite e dal Consiglio per i diritti umani e i coraggiosi passi attuati dalla Lega araba e dal governo turco, le istituzioni internazionali stanno iniziando ad allineare la loro severa disapprovazione per mettere fine alla sanguinosa repressione in Siria", ha proseguito la Rice. "È arrivato il momento per il Consiglio di sicurezza di fare lo stesso", ha aggiunto. Anche i rappresentanti di Francia, Regno Unito e Portogallo hanno chiesto al Consiglio di attuare una dura azione contro il regime di Bashar Assad. Il mese scorso, Russia e Cina hanno posto il veto a una risoluzione di condanna per fermare lo spargimento di sangue in Siria. "L'unico modo per risolvere la situazione nel Paese - ha detto l'ambasciatore russo Vitaly Churkin - è tramite un processo politico interno e il dialogo"

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