Obama estende ruolo soldati Usa in Afghanistan: potranno rispondere a attacchi talebani

Washington (Usa), 22 nov. (LaPresse/AP) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha approvato silenziosamente nelle ultime settimane delle linee guida per permettere al Pentagono di prendere di mira combattenti talebani in Afghanistan nel 2015, ampliando piani precedenti che avevano limitato l'esercito alle missioni antiterrorismo contro al-Qaeda. Lo hanno reso noto funzionari degli Stati Uniti ieri. La decisione del presidente permetterà anche all'esercito di dare sostegno aereo alle operazioni afghane quando necessario.

Obama ha emesso le linee guida recentemente, mentre la missione americana di combattimento in Afghanistan si avvicina a una fine, migliaia di soldati tornano a casa e l'esercito si prepara a una missione più ristretta di antiterrorismo e addestramento nei prossimi due anni. Le decisioni di Obama espandono quello che era stato precedentemente previsto per il prossimo anno. Un funzionario Usa ha spiegato che l'esercito potrà attaccare i talebani solo nel caso in cui porranno una minaccia diretta alle forze americane o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, mentre quest'ultima potrà essere presa di mira più indiscriminatamente.

"Nella misura in cui i membri dei talebani prenderanno di mira direttamente gli Stati Uniti e le forze della coalizione in Afghanistan o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, tuttavia, prenderemo le misure appropriate per mantenere al sicuro gli americani", ha spiegato il funzionario. La presenza dei talebani in Afghanistan supera di molto quella di al-Qaeda, il che dà significato all'autorizzazione di Obama.

La decisione del presidente è arrivata in risposta alle richieste dei comandanti militari che volevano che ai soldati fosse permesso di continuare a combattere contro i militanti, hanno spiegato i funzionari Usa. Il New York Times è stato il primo a riportare le nuove linee guida. I funzionari hanno confermato i dettagli ad Associated Press a condizione di anonimato perché non autorizzati a discutere delle decisioni di Obama fornendo il proprio nominativo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata