Obama a Cuba: Castro non tema gli Usa e la voce del suo popolo
Il presidente americano ha parlato ancora dell'embargo: "E' un ostacolo da eliminare"

 "Io sono venuto qui per seppellire gli ultimi retaggi della Guerra fredda". Lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama parlando al Teatro Nazionale dell'Avana. "Ho chiesto al Congresso di eliminare l'embargo come segno della mia apertura. L'embargo è un ostacolo, è il momento di sollevarlo", ha ribadito il presidente degli Stati Uniti.

Credo che ogni cittadino in ogni Paese debba poter protestare pacificamente contro il proprio governo, e credo che la legge non dovrebbe includere la detenzione per queste persone che esercitano un loro diritto" ha ribadito Obama"Credo che ogni persona debba esser uguale davanti alla legge  - ha aggiunto Obama -, ogni bambino merita di avere accesso all'istruzione, alla sanità e ad avere un cibo sul piatto e un tetto sopra la testa". Il presidente cubano Raul Castro "non deve temere una minaccia da parte degli Stati Uniti e non deve avere paura di ascoltare la voce del popolo cubano".

DIRITTI UMANI. Un passaggio sui diritti umani: "Credo che diritti umani siano universali, per il popolo americano e per il popolo cubano e per i cittadini di tutto il mondo" ha sottolineato Obama "C'è ancora molto da fare, anche negli Stati Uniti - ha aggiunto -  ma dobbiamo capire che siamo tutti americani".
 

SU BRUXELLES: UNITI CONTRO TERRORISMO.  "Dobbiamo rimanere uniti, a prescindere dalla nazionalità dalla fede, nella lotta contro il terrorismo" Così Obama ha dedicato le prime parole agli attentati di oggi a Bruxelles. "I nostri pensieri e i nostri cuori sono con le vittime e i loro cari", ha aggiunto il presidente Usa, in visita ufficiale nell'isola di Cuba.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata