Nuove etichette Ue su merci da colonie Israele. Ira di Netanyahu: Danno alla pace

Bruxelles (Belgio), 11 nov. (LaPresse) - La Commissione europea ha adottato delle nuove direttive per l'etichettatura nell'Unione europea dei prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici nei territori palestinesi occupati. "Questi provvedimenti erano allo studio da molto tempo e ora sono stati finalizzati. Non si tratta di un'azione politica, ma di una misura tecnica in linea con le leggi comunitarie", hanno riferito fonti europee. L'obiettivo della misura, che non è da vedere come un "boicottaggio", è far capire che "l'Ue ritiene che i territori occupati non facciano parte dello Stato sovrano di Israele e che perciò tutti i prodotti che provengono dagli insediamenti non possono essere etichettati come se fossero realizzati in Israele", hanno detto le fonti, aggiungendo: "È semplicemente così e non c'è nient'altro dietro".

NETANYAHU: INGIUSTO. "Questo è ingiusto. È una semplice distorsione della giustizia e della logica e credo che arrechi danno anche alla pace, non permette progressi al negoziato. La radice del conflitto non è nei territori né negli insediamenti. Abbiamo una memoria storica di cosa accadde quando l'Europa etichettò i prodotti ebraici". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, riguardo la nuova direttiva dell'Ue sull'etichettatura delle merci realizzate nelle colonie ebraiche nei territori palestinesi occupati. "Queste misure sono discriminanti per natura - ha aggiunto in una nota - è intollerabile che Israele sia l'unico Paese preso di mira da questa politica, nonostante il fatto che esistono oltre 200 territori contesi nel mondo".

GERUSALEMME: RISCHIO PER PACE. Le nuove misure adottate dall'Unione europea sui prodotti realizzati nei territori occupati da Israele in Medioriente potrebbero rendere più difficili i colloqui di pace con i palestinesi e rendere l'Ue un negoziatore non più gradito. Lo ha detto l'ambasciatore di Israele a Bruxelles, David Walzer, prima che la Commissione Ue approvasse le nuove misure. "Siamo stati molto chiari sul punto che siamo favorevoli ai contributi dell'Ue nel processo di pace", ha detto Walzer, aggiungendo che l'approvazione delle nuove misure sull'etichettatura "potrebbero spingerci a rivalutare questo" approccio.

Bruxelles non riconosce l'occupazione di Israele in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza, a Gerusalemme Est e sulle Alture del Golan e ritiene perciò che debba esserci una distinzione fra le merci realizzate all'interno dei confini internazionalmente riconosciuti del Paese e quelle prodotte al di fuori di quei confini.

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