Nozze gay, giudice Corte suprema: La legge pesava su vita coppie

Washington (Usa), 26 giu. (LaPresse/AP) - La Corte suprema degli Stati Uniti ha deciso che le coppie gay legalmente sposate devono godere degli stessi benefici garantiti dal governo federale alle coppie eterosessuali. Il giudici della Corte hanno votato 5 contro 4 per respingere il provvedimento del Defense of Marriage Act (Doma) che privava le coppie gay sposate di una serie di benefici tributari, sanitari e pensionistici.

"Ai causa del Defense of Marriage Act le vite delle coppie gay sposate erano appesantite", ha spiegato Anthony Kennedy, uno dei giudici della Corte suprema che ha votato per bocciare il provvedimento, "in maniera visibile e pubblica". Il principale effetto del Doma, ha sottolineato, era quello di individuare un sottinsieme dei matrimoni, quelli gay, e, anche se autorizzati dallo Stato, "renderli ineguali". Altri quattro giudici liberali hanno votato insieme a Kennedy contro il provvedimento, difeso invece dai giudici John Roberts, Samuel Alito, Antonin Scalia e Clarence Thomas. Secondo Scalia, la Corte non avrebbe dovuto pronunciarsi sul caso. "Ai sensi della Costituzione - ha affermato - non abbiamo il potere di invalidare questa legge adottata democraticamente".

I matrimoni tra persone dello stesso sesso sono state legalizzate in 12 Stati americani e nel distretto di Washington. Altre 18mila coppie si sono sposate in California nel periodo in cui le nozze gay erano legali nello Stato.

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