Notre-Dame, un anno dopo l'incendio tra lavori in pausa e coronavirus
Notre-Dame, un anno dopo l'incendio tra lavori in pausa e coronavirus

Il 15 aprile del 2019 l'inferno di fuoco che inghiottì uno dei massimi simboli di Francia 

 Il tempo sembra essersi fermato nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, danneggiata ma salva. A un anno di distanza dall'incendio che ha inghiottito la chiesa neogotica, alta poco meno di 70 metri e lunga 128, una gru campeggia ancora davanti alla struttura, avvolta in numerose impalcature. Tutto è cambiato intorno alle 18.50 del 15 aprile 2019 quando le fiamme sono divampate nel sottotetto, probabilmente a causa dei lavori di restauro. E poi le immagini conosciute dell'enorme nuvola di fumo nero, l'incendio, spento solo dopo molte ore, la caratteristica guglia in legno distrutta ma le due torri salve, come pure la corona di spine e la tunica di San Luigi.

L'anniversario arriva in piena emergenza coronavirus con le misure di contenimento del contagio che rendono le operazioni di ricostruzione e restauro più complesse. E ora l'obiettivo di riaprire per il 2024, in tempo per le Olimpiadi, sembra sempre più ambizioso. I lavori nel cantiere, ora fermo, sono già stati ritardati durante l'estate scorsa da disposizioni prese per verificare la contaminazione di piombo nel sito. Poi, in autunno e in inverno, il maltempo ha fatto la sua parte con venti forti che hanno superato i 40 km/h rendendo impossibili le operazioni in quota.

Patrimonio Unesco dal 1991, costruita nel 1160 ma completata un secolo dopo, nel 1250, dopo avere resistito a vandalismi, saccheggi e distruzione di immagini sacre negli anni della Rivoluzione francese e durante la Seconda Guerra mondiale, ora, la cattedrale simbolo di Parigi e della cristianità in Europa si erge contro la pandemia. Una speranza si è accesa infatti in occasione del Venerdì Santo, quando l'arcivescovo della capitale francese, Michel Aupetit, ha tenuto una funzione speciale. Al centro della venerazione proprio la Corona di spine che è stata salvata dalle fiamme del 15 aprile di un anno fa. Aupetit durante i momenti di preghiera, musica e letture, sotto i resti anneriti del soffitto di pietra a volta, ha ricordato: "Siamo in questa cattedrale metà distrutta a testimonianza che la vita è ancora qui". Un messaggio quanto mai attuale.

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