Notre-Dame, la cattedrale non era assicurata: la ricostruzione sarà a carico dello Stato
Notre-Dame, la cattedrale non era assicurata: la ricostruzione sarà a carico dello Stato

Tanti i privati però che stanno contribuendo a finanziare la ricostruzione: le donazioni hanno superato gli 845 milioni di euro

La cattedrale di Notre-Dame non era assicurata. È quanto conferma una fonte del governo al giornale Le Parisien. Dal momento che il proprietario è lo Stato - che non è obbligato ad assicurare i suoi beni, siano essi monumenti o meno - spetterebbe allo Stato pagare, ma la testata francese spiega che, a seconda dell'origine dell'incendio che verrà accertata, lo Stato potrebbe rivalersi sulle assicurazioni delle società che stavano gestendo i lavori di restauro della chiesa. Le Parisien spiega inoltre che, anche se la cattedrale fosse stata assicurata, l'indennità non sarebbe comunque stata sufficiente a finanziare la ricostruzione.

Tanti comunque sono i privati che in questi giorni si sono mossi per sostenere il restauro della cattedrale: le donazioni infatti hanno già superato gli 845 milioni di euro (le tre donazioni francesi più alte ammontano alla metà delle donazioni totali e sono quelle delle famiglie Arnault e Bettencourt, rispettivamente responsabili del brand del lusso LVMH e di L'Oreal, e della famiglia Pinault che possiede il gruppo Kering) e il premier francese, Edouarde Philippe, ha annunciato che la settimana prossima sarà presentato un progetto di legge per dare un "quadro legale" alle donazioni versate. Il progetto di legge, in particolare, prevederà sgravi fiscali del 75% per le donazioni da parte di privati fino a mille euro e del 66% oltre questa somma, mentre "le imprese beneficeranno delle riduzioni di imposte dette di mecenatismo alle condizioni attuali". Il premier, inoltre, ha annunciato il lancio di un "concorso internazionale di architettura per la ricostruzione della guglia" della cattedrale: l'obiettivo è di "dotare Notre-Dame di una nuova guglia adattata alle tecniche della nostra epoca".

"Noi siamo un popolo di combattenti, di costruttori" e "ricostruiremo la cattedrale di Notre-Dame entro cinque anni, ancora più bella", aveva assicurato il presidente francese, Emmanuel Macron. "Dopo le prove ci sarà il momento della riflessione e poi dell'azione", ha detto Macron, affermando che "l'incendio di Notre-Dame ci ricorda che la nostra storia andrà avanti e avremo sempre prove da superare", nonché che "tutto quello che ritenevamo indistruttibile può essere distrutto".

 

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