Nord Corea-Giappone, incontro a Pyongyang su rapimento uomini di Tokyo

Pyonyang (Corea del Nord), 28 ott. (LaPresse/AP) - Giappone e Corea del Nord a colloquio per la prima volta in dieci anni. Scopo dell'incontro che si è tenuto questa mattina a Pyonyang era valutare i progressi nell'indagine nordcoreana sui cittadini giapponesi rapiti negli anni '70 e '80. La questione dei rapimenti è stata a lungo un grosso ostacolo nei rapporti tra le due nazioni, che non hanno formali relazioni diplomatiche. La delegazione giapponese, guidata da Junichi Ihara, capo dell'ufficio per gli Affari di Asia e Oceania del ministero degli Affari Esteri del Giappone, resterà in Corea del Nord per quattro giorni.

Dopo anni di rifiuto, durante un incontro tra Kim Jong Il e l'allora primo ministro Junichiro Koizumi avvenuto nel 2002, Pyonyang ha riconosciuto che i suoi agenti avevano rapito 13 giapponesi, con l'obiettivo di addestrare spie di lingua e cultura giapponese. Kim Jong Il aveva allora permesso a cinque di loro di tornare in Giappone, spiegando che gli altri erano morti. Tokyo ha però sempre ritenuto che altre centinaia di uomini potessero essere stati rapiti e che alcuni fossero ancora vivi.

Dopo anni di stallo, la Corea del Nord ha accettato a maggio scorso di aprire una nuova inchiesta sui rapimenti, in quello che è stato visto come un passo avanti significativo. In cambio, il Giappone ha accettato di alleggerire alcune sanzioni unilaterali su Pyonyang, nonostante continui ad applicare le sanzioni sostenuti dalle Nazioni Unite sui programmi nucleari e missilistici a lungo raggio della Corea del Nord. Ma i progressi nella nuova inchiesta sono stati più lenti di quanto Tokyo avesse sperato. A settembre, Ihara e il suo omologo nordcoreano, Song Il Ho, hanno tenuto una riunione nella città cinese di Shenyang. Il Giappone sperava poi di ricevere una relazione preliminare sulle indagini, che però non è mai stata presentata.

Ora, come ha precisato il primo ministro giapponese Shinzo Abe, la delegazione nipponica è stata inviata per comunicare che la risoluzione del problema è una priorità assoluta per il Giappone. Abe ha promesso di non cedere fino a quando tutti i giapponesi rapiti non saranno tornati in Giappone. Una questione molto complessa e delicata, però, dato che le stime del numero dei rapiti variano dai 17 uomini che il governo giapponese riconosce ufficialmente a più di 800, secondo l'elenco della polizia giapponese. L'ultima volta che le due parti hanno avuto colloqui a Pyongyang è stato nel novembre 2004, sei mesi dopo la seconda visita di Koizumi.

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