La nomina di Kavanaugh avanza al Senato tra le proteste. Trump esulta

Oggi il voto finale: per l'approvazione i repubblicani non possono permettersi di perdere più di uno dei loro senatori

E' sempre più vicina la conferma del giudice Brett Kavanaugh alla Corte suprema americana. A nominarlo alla massima istanza giudiziaria, per farla 'pendere' in campo conservatore con l'incarico a vita, il presidente Donald Trump. Che lo ha anche difeso a spada tratta, e non senza scatenare indignazione e polemiche, di fronte alle accuse di tentato stupro e molestie sessuali rivoltegli da almeno tre donne. Trump e il Grand Old Party hanno premuto e messo fretta per la conferma, perché alle elezioni di metà mandato rischiano di perdere il controllo di almeno una Camera del Congresso, e così anche le prospettive di conferma del giudice.

Il Senato ha dato l'ok procedurale con 51 favorevoli e 49 contrari per far avanzare la nomina al Senato, per un voto finale previsto oggi. Trump ha esultato su Twitter, dicendosi "molto orgoglioso". La sorte del giudice, duramente contestato tanto che nelle proteste di venerdì sono state arrestate oltre 300 persone, è appesa ad alcuni senatori che paiono ancora indecisi. La repubblicana Lisa Murkowski ha votato contro l'avanzamento della nomina, mentre il democratico Joe Manchin si è espresso a favore. Un'altra senatrice repubblicana, Susan Collins, che inizialmente sembrava incerta, ha annunciato infine che voterà a favore.

Per il resto, il voto procede 'sulle linee' di partito. Per avere l'approvazione finale, i repubblicani non possono permettersi di perdere più di uno dei loro senatori. Nel frattempo, Trump ha di nuovo sminuito le sopravvissute alle violenze sessuali, dopo che in una conferenza stampa aveva derisi Christine Blasey Ford, la docente universitaria che ha accusato Kavanaugh di un tentato stupro quando erano alle scuole superiori. Questa volta il suo bersaglio sono state le donne che hanno protestato al Senato: le ha definite "urlatrici da ascensore", affermando che siano "professioniste" pagate dal miliardario ebreo e noto sostenitore dei movimenti democratici nel mondo, George Soros. Un nome spesso evocato dai conservatori e forse usato per incitare ulteriore rabbia nella base elettorale cristiana del presidente.

Un'indagine dell'Fbi durata meno di una settimana è stata sminuita dai repubblicani come "non corroborante" le accuse, mentre gli avvocati delle accusatrici hanno segnalato che vari testimoni chiave non sono stati ascoltati dagli investigatori. I democratici hanno accusato la Casa Bianca di aver fatto pressione per limitare l'inchiesta. Ma i repubblicani continuano a sminuire le accuse, così come le denunce dei democratici secondo cui Kavanaugh avrebbe mentito ripetutamente in Senato sul suo passato. Il giudice ha scritto un editoriale sul Wall Street Journal, con il titolo 'Sono un giudice indipendente e imparziale". E i dimostranti anti-Kavanaugh sono di nuovo tornati davanti al Campidoglio, il giorno dopo l'arresto e l'incriminazione di 302 persone per aver dimostrato in Senato. Secondo i media americani, i manifestanti sono andati anche davanti alla casa del leader del Senato Mitch McConnell, dove hanno finto di bere birra: un riferimento al fatto che Kavanaugh sarebbe stato un assiduo bevitore durante gli anni di scuole superiori e università, quando sarebbero avvenute le molestie.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata